Aemilia: per i primi trenta il carcere dopo le condanne
I carabinieri di Modena eseguono gli ordini della Procura generale di Bologna Il primo è stato il giornalista carpigiano Gibertini, in arrivo altre esecuzioni
Giornata campale ieri per l’Arma, impegnata dall’alba al tramonto nell’esecuzione delle sentenze emesse dalla V Sezione Penale della Cassazione che mercoledì ha reso definitive e immediatamente esecutive le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato nella prima fase di Aemilia, quella svoltasi a Bologna davanti al Gup Francesca Zavaglia.
Si sono aperte le porte del carcere per circa la metà della trentina di persone destinate all’arresto, per gli altri si procederà oggi, con gli Ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale di Bologna. Tra i primi ad essere accompagnati in carcere il giornalista di Carpi Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi), prelevato ieri alle 11 a Rubiera e ora detenuto a Modena; lunedì il suo difensore Liborio Cataliotti presenterà l’istanza al tribunale della Sorveglianza per il ripristino dei domiciliari.
Sulle sentenze occorre ricalcolare quanto rimane da espiare per ciascun condannato. Un conteggio eseguito dalla Procura Generale che ha poi trasmesso le singole posizioni. Per questo gli ordini per l’esecuzione degli arresti sono arrivati uno dopo l’altro al Comando provinciale dei carabinieri di Modena, che per l’operazione aveva richiesto il supporto dei Nuclei Investigativi del Norm di Parma e Piacenza. Circa 180 carabinieri, che hanno dato mandato (via Pec) ai colleghi di Catanzaro o Foggia per le persone lì residenti, mentre in regione hanno fatto la spola tra le residenze e gli istituti detentivi delle varie province.
Modena gestisce anche le posizioni di altri condannati, anche i modenesi, cui saranno quantomeno notificate le sentenze, anche quelle che escludono per ora il carcere. Tra gli illustri carcerati l’imprenditore reggiano Giovanni Vecchi (4 anni e 10 mesi), e la moglie Patrizia Patricelli. —
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