Modena. Chiusura sale slot È già guerra legale e il Comune “grazia” il Bingo Globo
Ricorso dei proprietari dell’attività di gioco di via Emilia ovest SI ricalcola la distanza dalla chiesa: chiusura scongiurata
MODENA. Se questo era il primo set della partita tra sale slot e Comune, si è chiuso 25-0. Ma il match sarà lungo e complesso, e per l’amministrazione in campo ci sarà l’assessore Andrea Bosi, che considera la partita una delle più importanti del suo mandato. Fatto sta che per ora, appunto, le società di gioco d’azzardo hanno segnato un punto importante, che potrebbe anche costituire un precedente per i colleghi, decisi a vendere cara la pelle.
Facendo un passo indietro, tra dicembre e giugno scorso il Comune, adeguandosi alla normativa regionale, ha fatto un elenco dei “luoghi sensibili” della città - dalle parrocchie ai centri sportivi, dalle scuole ai centri anziani - individuando di conseguenza 30 sale da gioco che si trovano a una distanza inferiore a 500 metri da questi punti di aggregazione: di conseguenza, durante l’estate gli esercizi sono stati invitati (via lettera) a trasferirsi fuori città entro sei mesi, mentre in caso contrario l’alternativa è la chiusura.
Ma come previsto, mentre il termine per chiusure e trasferimenti si avvicina, iniziano a piovere i ricorsi. Ricorsi come quello fatto dal Bingo Globo, la grande struttura da gioco all’angolo tra la via Emilia ovest e via Delfini, che ha già vinto la battaglia con il Comune, e dunque potrà restare aperta.
La querelle è riassunta nella delibera di giunta 548 del 18 ottobre scorso - l’assessore alla Legalità Bosi era assente - che di fatto modifica l’elenco delle sale che devono trasferirsi, stralciando il Bingo Globo, che dunque potrà restare al suo posto. Ma come si è arrivati a questa modifica? In sostanza, nel documento la giunta prende atto che «la società Bingo Globo srl, dopo aver ricevuto le comunicazioni di avvio del procedimento di chiusura dei due esercizi - oltre al Bingo Globo, anche l’attiguo “Colpo Grosso”, ndr - ha presentato istanza di annullamento in autotutela, evidenziando che uno dei due luoghi sensibili indicato nella delibera (il circolo Playtime Modena) ha cessato l’attività, mentre per quanto riguarda la Chiesa cristiana Fonte di Acquaviva, la misurazione del percorso pedonale più breve dall’esercizio al luogo sensibile è in realtà superiore a 500 metri». Istanza di annullamento a cui poi è seguito un ricorso al Tar, anche se il pronunciamento del Tribunale non sarà necessario, dal momento che il Comune ha già stralciato il Bingo dalle attività incompatibili con i luoghi sensibili. Nella delibera, infatti, la giunta fa notare che «in seguito all’istruttoria condotta dalla municipale e dal Settore pianificazione territoriale, è emerso che effettivamente il circolo Playtime ha cessato l’attività».
Per quanto riguarda la chiesa di via Salvemini, il nuovo sopralluogo ha appurato che «il percorso pedonale più breve per raggiungere il luogo sensibile è superiore a 500 metri. Ciò in quanto - si legge ancora - al momento dell’approvazione degli atti comunali era risultato un altro possibile percorso pedonale (sotto i 500 metri) che, a causa dello stato di incuria e abbandono dell’area, anche a causa di un recente incendio, non rendeva possibile percepire il divieto di accesso dei pedoni all’area da via Delfini. A tal fine, è stata installata segnaletica ad hoc e prodotta documentazione fotografica che attesta l’avvenuta collocazione del divieto di accesso ai pedoni». Di conseguenza, la delibera accoglie l’istanza di annullamento, eliminando il Bingo Globo dall’elenco delle sale da gioco che devono trasferirsi. Un punto per le società di gioco d’azzardo, insomma, e soprattutto un precedente per le altre battaglie legali che arriveranno nei prossimi mesi. —
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