I Portici, da 30 anni a servizio dei disabili
Anche il presidente Bonaccini alla festa del centro diurno Presentato il bilancio sociale da 5,3 milioni dell’Asp
VIGNOLA
Sono state trenta le candeline spente dal centro socio-riabilitativo diurno “I portici”, punto di riferimento di tante famiglie per l’inserimento sociale e lo sviluppo dell’autonomia rivolto a persone diversamente abili. Il centro, recentemente ristrutturato, accoglie 25 persone tra i 16 e i 40 anni, che hanno la possibilità di sperimentare, apprendere, giocare, socializzare e imparare. Un’offerta che ruota attorno alla persona e al territorio, ma che soprattutto si rivolge alla comunità e al sociale. Non sarebbe infatti possibile sostenere le attività del centro, così come delle altre numerose strutture gestite dall’Asp di Vignola e rivolte a differenti fasce della popolazione, senza l’incredibile lavoro dei volontari di ben 14 associazioni.
Oltre al lavoro di chi in prima linea impiega tempo e risorse al servizio del prossimo, vanno poi evidenziate le politiche e i finanziamenti che, a partire dalla regione Emilia Romagna arrivando all’Unione Terre di Castelli, permettono un investimento nell’ambito della non autosufficienza che si configura tra i più alti in Italia, come ha ricordato per l’occasione il presidente della Regione Stefano Bonaccini: «Noi abbiamo confermato di essere per l’ennesimo anno la regione che mette più soldi pubblici nel fondo per la non autosufficienza. Sono stati 478 milioni di euro lo scorso anno e saranno qualcosa di più quest’anno, vengono ripartiti per i due terzi sulle persone anziane e per un terzo sulle persone disabili gravi o gravissime. Noi continuiamo a investire perché crediamo che le opportunità vadano garantite a tutte le persone allo stesso modo».
Discorso che è andato a riprendere la presentazione del bilancio sociale, per un complessivo di 5,3 milioni di euro, presentato dall’amministratore unico dell’Asp Marco Franchini, ma che è anche stato ripreso a sua volta dal sindaco di Vignola Simone Pelloni e dalla presidente dell’Unione Emilia Muratori, per delineare l’impegno e l’innovazione continua nel welfare regionale e locale, che deve espandersi e raggiungere sempre maggiore utenza, senza comunque per questo perdere di qualità.
Un impegno che è stato esposto in numeri, ma senza dimenticare che dietro a ogni cifra vi è un individuo, vi sono ore di lavoro, vi è la convinzione che il pubblico debba andare incontro al privato e sostenerlo nelle sue difficoltà o differenze, nel costante impegno che pone al centro la persona. —
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