Modena, si moltiplicano i “mini hotel” della disperazione in città e periferia - La mappa
Dalle baracche immerse nella boscaglia a Modena Est ai casolari sconosciuti senza dimenticare i luoghi storici Segnalate i luoghi diventati rifugio per sbandati o per persone in difficoltà al numero whatsapp 349-9811707, inviando anche una foto dell'edificio in questione. Li inseriremo nella mappa
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MODENA. Una stanza davvero low cost, molto silenziosa, a pochi metri dell’ospedale di Baggiovara. Una specie di cottage completamente avvolto dal verde, un’isola segreta in quel di Modena Est. Residenze post industriali, luoghi “ ex” come fonderie, carceri, mercati, scali merci.
La città offre questo ed altro a clandestini, sbandati, tossicodipendenti, persone che vivono di espedienti e che hanno poco a che fare con la legge, vagabondi. Esistenze ai margini di Modena.
Le forze dell’ordine intervengono per controlli, per blitz e per non più rinviabili repulisti.
ll viaggio del degrado lungo i luoghi storici o meno conosciuti, dove a volte tutto l’anno oppure solo ciclicamente vi abitano persone, parte da Modena Est. (segnalate altri luoghi diventati rifugio per sbandati al numero whatsapp 349-9811707 inviando anche una foto dell'edificio in questione. Li inseriremo nella mappa)
In via Emilia Est, quasi di fronte alla concessionaria della Porsche c’è uno spiazzo protetto da una rete ma che porta ad un comodo ingresso. Dove inizia la fitta vegetazione c’è un sentiero, percorribile anche in auto ( nelle buche c’è chi ha messo apposite pedanine) che si avventura nella boscaglia. Dopo qualche decina di metri spunta in alto un’antenna tv, il segno della “civiltà”. Poi un muso di camion, una baracca in teli di plastica ricavata da uno scheletro di roulotte, un’altra più piccola che sembra una lavanderia. Qui di solito ci abitava un tunisino e una tossicodipendente italiana frequentava la zona più volte. Chi vuole scomparire e isolarsi qui trova il rifugio perfetto. Anche a Baggiovara ci sono comodi alloggi: di fronte all’ospedale, all’altezza del pronto soccorso, ci sono due casolari attorniati dal verde oggetto spesso di blitz e di retate di clandestini e spacciatori. Nonostante l’aspetto dei casolari l'interno è... ospitale e ben attrezzato. Più degrado al pian terreno, mentre al primo piano vi sono alcune stanze con reti e materassi, spaziose e ben illuminate. L'arredo è fatto di bottiglie di birra, stagnola ed accendini.
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Un altro casolare, questa volta dietro al pronto soccorso, è stato del tutto murato. Scendiamo verso Cognento e passiamo per strada degli Orsi, poco prima del suo ingresso c’è una villa abbandonata, chiusa con catenacci. Nel retro, dove c’era la stalla, un buon nascondiglio diurno e notturno, con tracce di bivacchi e anche una centralina elettrica con botola a terra, con un gomitolo di cavi elettrici l'esterno segno di un qualche utilizzo illecito.
Da qui ci si avvicina alla città, si supera il cinema Raffaello e proseguendo lungo strada Formigina che si snoda in campagna, un altro luogo storico, più volte oggetto di sgomberi. Un complesso di casolari ancora capace di buona ricettività a giudicare dalle stanze con qualche topo morto ma letti, materassi e tante bottiglie di birra.
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Tornando verso la città si arriva nei pressi di via Panni, dove sorgono le mura dell’ex casa di lavoro di Saliceta. I locali vedono la ciclica presenza di inquilini. Proseguendo arriviamo in viale Amendola dove di fronte alla Baracchina c’è lo stabile abbandonato che avrebbe dovuto diventare un supermercato.
Dentro, da anni, c’è chi va a drogarsi o a dormire oppure smonta biciclette. Breve pit stop poi ci si sposta alla Madonnina e passato il cavalcavia sulla sinistra si apre l’area degradata teatro di risse, bivacchi , cimitero di bici smontate.
È tra le più popolate perché luogo di ritrovo di sera e di giorno Alcuni sbandati che gravitano in quell’area però dormono in un casolare in via Barchetta, nelle vicinanze del retro di un distributore. Se si imbocca la tangenziale è poi facile arrivare nell’area a più ampia ricettività, quella dell’ex mercato bestiame e dell’ex mercato ortofrutticolo.
Un’area con muri perimetrali ormai varcati da chiunque, che danno da sfondo alle tante prostitute che vi lavorano dal pomeriggio sino a notte. Qualche baracca, ai piedi dello scheletro del rotore, poi bande si tossicodipendenti che vanno e vengono, ma pochi stanziali.
Lo stesso dicasi alle ex fonderie, luogo storico di degrado, visitato sporadicamente. —
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