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la scommessa sul futuro 

Pavullo investe nell’industria ma vuole strade e agevolazioni

Daniele Montanari
Pavullo investe nell’industria ma vuole strade e agevolazioni

Convegno organizzato dai Lions sulle prospettive economiche del Frignano Le aziende ci credono e si ampliano ma chiedono maggiore aiuto alle istituzioni

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PAVULLO

«La Ceramica Mirage dal 2016 al 2019 ha programmato un investimento da 100milioni a Pavullo per ampliare gli stabilimenti. Si poteva farlo altrove: la motivazione principale che ha condotto a questa scelta è stata una: il capitale umano. La qualità delle persone che ci sono qui è difficile da trovare altrove».

Questo passaggio cruciale dell’intervento del presidente Mirage spa Mirco Migliari fotografano bene il cuore del convegno organizzato ieri pomeriggio dal Lions Club Pavullo e del Frignano (col patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Unimore nel 50° del Dipartimento di Economia) in sala consiliare, dove si è parlato di “Problemi e prospettive di sviluppo” del Frignano come poche altre volte, alla presenza delle maggiori realtà imprenditoriali locali (a moderare il direttore di Trc Ettore Tazzioli).

Un incontro «per riflettere e fare da sprone» come ha sottolineato in premessa il presidente Lions Lorenzo Frignani, partendo da un’analisi economica (vedi box) che ha evidenziato quanto il territorio sia rimasto segnato dalla crisi del 2009. Però la reazione è stata straordinaria dato che, come ha ricordato il vicesindaco Daniele Iseppi «è in atto il più grande ampliamento industriale della storia di Pavullo, in cui siamo stati e saremo ancora a fianco degli imprenditori».

«Perché dare lavoro significa dare dignità alle persone – ha rimarcato il sindaco Biolchini – e per questo il nostro ringraziamento è grande a chi sta investendo». La Mirage sta facendo la parte del leone, con un eccezionale aumento di superficie esterna (da 219mila a 320mila metri quadrati) e interna (da 82mila a 138mila metri) per innovare il prodotto (grandi lastre).

«Il più grande investimento in regione dopo quello della Philip Morris» ha notato Iseppi, indirizzando una richiesta alla Regione: «A loro avete dedicato uno svincolo, noi vi chiediamo di adeguare l’Estense. La montagna deve essere guardata come area strategica per fare impresa, non residuale, per questo serve una fiscalità dedicata a vantaggio anche delle microimprese che sono fondamentali per la tenuta del territorio».

Ma anche la vicina Gold Art-Energie Ker sta facendo un ampliamento storico (che ridisegnerà la viabilità) «perché vogliamo crescere e mantenere un futuro per le persone eccezionali che lavorano con noi» ha detto la presidente Carla Benedetti. E così la Inco (industria del colore) sta progettando laboratori e reparti nuovi «per crescere assieme alla res publica» come ha motivato Angelo Lami. E una grande scommessa sul territorio l’ha fatta anche la Vis Hydraulics, partita nel 2009 proprio in mezzo alla crisi: «Mi avevano offerto un lavoro da dipendente altrove o di fondare la ditta all’estero – ha precisato il presidente Adamo Venturelli, molto applaudito – ma a 35 anni ho scelto di restare nel territorio dove sono cresciuto puntando su giovani e donne: di 300 dipendenti sono il 70%, con un’età media sotto i 30 anni. Meritano infrastrutture e servizi».

«Per la Regione non esistono territori di serie A e B: tutti devono avere le stesse opportunità. Per questo – ha garantito l’assessore Palma Costi - se il Governo ci dà l’autonomia, introdurremo una fiscalità di vantaggio per la montagna e dedicheremo risorse aggiuntive a lotta al dissesto e viabilità». «Perché vivere e lavorare in montagna oggi non può essere una minusvalenza» ha ribadito il presidente di Confindustria ER Pietro Ferrari. —



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