Perseguita la moglie che si è convertita al Cristianesimo
Marocchino di 43 anni sotto inchiesta per maltrattamenti La donna dopo la querela seguita da un centro anti-violenza
SOLIERA
La prima querela risale a due anni fa, quando la donna chiese l’aiuto dei carabinieri per le violenze anche morali cui era sottoposta. Da allora, con l’aiuto degli stessi carabinieri di Soliera, è stata instradata ad un Centro antiviolenze, e seguita da investigatori e staff specializzati in questo tipo di situazioni.
Trovando conforto ed assistenza, si era anche avvicinata alla religione cattolica, frequentando la comunità parrocchiale di una frazione di Soliera. Ma Abdel, il marito 43enne, quella conversione non l’ha mai tollerata. Arrivando anche alle minacce, le più gravi.
Ora quel lavoro è giunto alla conclusione. Le indagini preliminari sono concluse e è stato dato mandato ai carabinieri di notificare il relativo avviso ad Abdel.
Che è ancora a Soliera, e fa lavoretti saltuari. Ma che ora dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia in danno della ex moglie “poiché fino ad aprile 2018, con condotte violente e vessatorie ripetute nel tempo con cadenza periodica e con carattere di abitualità ed intensità”, l’ha di fatto costretta “ ad una serie continua di sofferenze psichiche e fisiche causate da un contegno abituale di prevaricazione e disprezzo – anche alla presenza del figlio minore – contro la scelta religiosa della donna convertitati al cristianesimo e le sue richieste di libertà ed indipendenza”.
In una nota, i militari della compagnia di Carpi ricordano che a gennaio, in seguito alla richiesta di acquistare un paio di scarpe nuove al figlio, nel corso di un litigio che ne era derivato, l’uomo ha colpito la moglie con un pugno alla schiena e quindi ha colpito il figlio, intervenuto in difesa della madre, con uno schiaffo al volto. Dopo di che, rivolto alla moglie le avrebbe detto: “Ora hai visto chi comanda?”.
La donna a quel punto ha deciso di andarsene, trovando ospitalità in casa di un conoscente. Ma il marito “reiterava le sue azioni minacciose anche verso l’uomo, minacciandolo di morte sia personalmente, sia attraverso innumerevoli telefonate”.
Madre e figlio oggi alloggiano in una struttura protetta, mentre per il violento contrario alle conversioni al Cristianesimo si prepara un processo. —
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