Riccardo e Raffaello: «Sfidiamo il mondo aprendo alle aziende i mercati della Cina»
Ex bancario ed ex tecnico tessile cambiano la loro vita «Seguiamo venti ditte, ma l’Italia fatica a stare al passo»
Hanno dovuto affrontare difficoltà, cominciando dal fatto che il Paese su cui hanno puntato è una realtà in rapida ascesa commerciale come la Cina. È così che se oggi si è riusciti ad aprire una breccia nel mercato orientale lo si deve ai carpigiani Riccardo Rubbiani e Raffaello Giardi che insieme a Findelbarba, società del gruppo Del Barba specializzato in finanza agevolata e in internazionalizzazione, hanno dato vita a Sell In To China, primo progetto di questo genere in Italia.
Riccardo racconta che la sua società si chiama Selling srl; «Si è costituita in settembre, ma nasce da un percorso iniziato anni fa cui abbiamo dato origine io e Raffaello, amico fraterno. Dopo avere io lavorato in banca, Raffaello in Cina nel settore tessile, abbiamo sentito il desiderio di costruire qualcosa di nostro. Nel 2014 abbiamo iniziato a dare concretezza a Sell In to China. Quest’anno, ho cambiato la mia vita».
Come vi siete mossi?
«Constatando che da una parte c’era l’Italia con i suoi prodotti, dall’altra la Cina, in forte sviluppo. Ci siamo chiesti come fruttare questo enorme capitale alle aziende italiane e capito che quello di cui avevano bisogno erano manager esterni: così abbiamo iniziato i primi esperimenti. Nel 2014 avevamo aperto lo Studio Associato Rubbiani e Giardi, tramite cui già ci occupavamo della Cina, proponendoci all’azienda che abbia problemi organizzativi, strategici, commerciali o fiscali. Nello stesso anno la Cina fa uscire una regolamentazione sull’e-commerce che ha fatto sì che questo tipo di mercato si potesse sviluppare a favore dei prodotti esteri. Capiamo che questa può essere un’ottima opportunità per traghettare le aziende italiane in Cina e iniziamo a costruire il modello Sell In che consente, tramite internet, di inserire il proprio brand in un mercato straniero».
Difficoltà?
«In Cina i siti internet occidentali non funzionano ((Facebook, Google, Whatsapp..), perciò si è dotata di una piattaforma interna che controlla il traffico, un ecosistema attraverso cui si possono sviluppare le aziende cinesi e non quelle straniere. Abbiamo lavorato in partnership con Alibaba, JD e Tencent, che ha sviluppato un social network chiamato WeChat. È stato quest’ultimo a diventare la nostra attuale evoluzione, consentendoci di dotarci del nostro portale in Cina. Wechat è l’appendice virtuale del mondo reale, in Cina: assomiglia a Whatsapp, Facebook, Linkedin, Instagram, a un portafoglio elettronico.. tutto in un’unica applicazione. WeChat ha dato la possibilità di creare e-commerce e noi abbiamo dato vita a Italian Life Style, il portale di Selling srl in Cina tramite cui diamo una vetrina alle aziende italiane e dove il cliente cinese fa un’esperienza del nostro Paese«.
Chi sono i vostri clienti?
«Sei aziende tra Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Le categorie merceologiche sono tutte quelle che hanno vendita al dettaglio. Mettiamo i clienti in condizioni di vendita sul territorio in meno di 8 settimane con costi ridotti e grazie al marketing e alla comunicazione, che in Cina sono fondamentali. Per questo abbiamo un ufficio, oltre che a Carpi, anche a Shenzhen (20 milioni di abitanti), vicino a Honk Kong, nel sud della Cina, dove trascorro due settimane al mese».
E oggi?
«La forte velocità della Cina, giovane competitiva, mentre l’Italia è lenta, dà scarsa valenza all’apporto manageriale e crede poco nella comunicazione». —
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