Corriere fantasma, i volontari puliscono il monumento
L’associazione Memento ha tolto erbacce e rifiuti dall’opera che commemora la strage sulla provinciale nel maggio del 1945
SAN POSSIDONIO
Quella della “corriera fantasma” continua a rappresentare nella storia della lotta partigiana una delle ombre più cupe del primo dopoguerra. E l’esistenza di un monumento, a memoria delle giovani vittime di una o più stragi dettate dal clima di quei giorni, rappresenta per il territorio del cosiddetto triangolo rosso un argomento oggi tollerato, nulla più. Circostanza che offre spesso l’occasione ad associazioni e gruppi di ispirazione fascista per una visibilità… operativa. Come quella messa in campo nei giorni scorsi, quando alcuni convinti aderenti all’associazione “Memento” hanno provveduto alle pulizie del monumento, lasciato nell’oblio, in una fetta di terra ai margini della provinciale tra Cavezzo, San Possidonio e Concordia.
«Oggi i volontari di Memento hanno svolto le pulizie e il riordino del monumento sui caduti della “corriera fantasma” a San Possidonio. Questa iniziativa che viene svolta periodicamente, è il nostro modo per ricordare questi giovani “esempi” caduti per l’idea» recita il comunicato dell’associazione.
In sostanza, erano state fatte crescere erbacce, arbusti e rifiuti, che sono stati rimossi dal monumento. Una storia, quella della corriera fantasma, mai raccontata del tutto. A guerra finita, il Vaticano, attraverso la Pontificia Opera di Assistenza, si adoperò per permettere il rientro a casa di tutti gli sfollati che si trovavano al nord e mise a disposizione diversi autocarri per renderne possibile il rientro. Su uno di questi autocarri in partenza da Brescia nel maggio 1945 trovarono posto 43 passeggeri di cui numerosi ex internati. Tutti i passeggeri erano muniti di un lasciapassare rilasciato dal Cln. Ma a Concordia quel lasciapassare non bastò. In molti vennero fatti prigionieri, e trucidati. —
ALBERTO SETTI
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