Velisti dispersi Spuntano messaggi «Morti speronati»
Accellerata nelle indagini su Revello e Voinea, scomparsi nell’Atlantico Apprensione in paese dove abita la figlia dello skipper
SOLIERA
«Una fonte anonima mi ha scritto su messenger. Mi ha detto che Aldo e Antonio non sono più in vita. Inizialmente pensavamo a un millantatore, ma non è così». Con queste dure, durissime parole, Rosa Cilano annuncia la svolta nelle indagini sulla scomparsa del marito Aldo Revello e di Antonio Voinea, skipper e marinaio di cui si sono perse le tracce il 2 maggio scorso, quand’erano a bordo del Bright, nelle acque dell’Atlantico, tra le Azzorre e il Portogallo.
La storia di Aldo è profondamente intrecciata con Soliera. Abita qui, infatti, la figlia di Revello, Kimberley Rigato, la quale aveva lanciato dalle colonne del nostro giornale un appello perché non si rinunciasse alle ricerche del padre e di Antonio.
Un mese fa è spuntato un supertestimone. Una fonte che sta ben attenta a non fare identificare il luogo e il dispositivo da cui parte il testo. Probabilmente perché potrebbe essere in pericolo di vita. Oppure si tratta di un mitomane. Le ipotesi aperte sono ancora tante. Ma pare non si tratti di qualcuno che tenta di approfittare della situazione. È una fonte straniera che si fa sentire con assidua frequenza.
«Questa fonte si è fatta viva circa un mese fa - prosegue Rosa - Da allora non mi sono arrivate richieste di denaro. Inoltre, ha fornito numerosi dettagli ben circostanziati. Io voglio lanciare due appelli: uno alla procura (di Roma, che ha aperto un indagine, ndr) perché ci aiuti a scoprire che cos’è successo al Bright. Il secondo a chiunque sappia qualcosa. Chi sa parli e non abbia paura di farlo. Lotteremo perché non possiamo vivere senza sapere che cosa sia successo veramente» conclude Rosa. —
S.A.
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