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PETIZIONE IN ARRIVO 

Fonderie, Navicello chiede delle garanzie

Fonderie, Navicello chiede delle garanzie

Comitato “Ambiente è Salute” disorientato dai tanti annunci «Questa resti zona agricola, no al capannone provvisorio»

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Quale sarà il territorio sul quale sorgerà lo stabilimento delle Fonderie che prenderà il posto di quello attualmente in via Zarlati e fonte di emissioni fastidiose per i residenti? Lo chiede il Comitato “Ambiente è salute” di Nonantola che nei prossimi giorni recapiterà alle autorità comunali, provinciali e regionali il testo di una petizione. Un testo con centinaia di firme raccolte contro la delocalizzazione di quello stabilimento in località Navicello, spiegandone le ragioni e «chiedendo al contempo impegni concreti da parte degli Enti locali coinvolti per tutelare l’area a vocazione agricola ed ambientale posta ad Est e ad Ovest dell’alveo del fiume Panaro». Ma prima di tutto comitato e residenti, disorientati dai numerosi annunci dei mesi scorsi, chiedono certezze.

«Poco prima della chiusura dello stabilimento di via Zarlati in Modena, prevista per gennaio 2022, le Fonderie dovrebbero trasferirsi in una sede provvisoria, - spiegano a questo proposito - da ricercarsi in un capannone gìà esistente in provincia di Modena di circa 4mila metri quadrati: la località non è resa nota dalla proprietà. Nè si conosce il sito in cui sorgeranno la nuova sede di Fonderie Cooperative di Modena ed il nuovo impianto in cui si riqualificherà e formerà il personale per la mutata attività produttiva. Insomma, di certo i cittadini, gli amministratori locali e gli imprenditori che operano nei pressi di Navicello, sanno che questa annunciata delocalizzazione avverrà, che prevederà un investimento (anche pubblico?) di circa 8 milioni di euro e che in via Zarlati, al posto delle fonderie, sorgeranno case, non certo una porzione di verde per dare respiro a quel “provato” quartiere».

Un quadro che non tranquillizza il “Comitato Ambiente è salute” «Ci si chiede se sia questo il “modello Modena” con cui si programma e si gestisce lo sviluppo di un territorio. - prosegue il comitato - L’impressione è quella di una situazione in cui non esista più nessun coinvolgimento degli Amministratori Locali e dei cittadini. Pare che tutte le decisioni siano ormai demandate a un livello superiore, o a come certa imprenditoria si svegli un mattino anziché un altro». E nell’attesa prosegue il problema della esalazioni, «generate dall’attuale impianto produttivo - prosegue la nota - e pare sia stato riscontrato anche un rischio “amianto” collegato all’obsolescenza di una parte delle coperture. Problematiche già emerse nel maggio 2017, quando rinnovarono alle Fonderie l’autorizzazione a produrre fino al 2022».

Insomma uno stato che non tranquillizza la zona di Navicello. «Questa è un’area che progressivamente è stata erosa e messa addirittura a disposizione anche di industria pesante ed insalubre. - conclude il comitato - Situazione destinata a peggiorare quando il Comune di Nonantola licenzierà definitivamente il progetto “Consolata”, in zona “Gazzate”, che decreterà la cementificazione anche dell’area agricola che si estende fino all’argine Est del Panaro. Alla faccia della fine del “consumo di suolo” prevista dalla Regione». —



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