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La prima de “Al Granisel” La trama di Locanda Loris

VALERIA CAMMAROTA
La prima de “Al Granisel” La trama di Locanda Loris

Non è solo una pièce teatrale, ma anche e soprattutto un’operazione culturale e un omaggio a un carpigiano forse poco valorizzato: il poeta e scrittore Loris Guerzoni. Mercoledì 7 novembre alle 21,...

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Non è solo una pièce teatrale, ma anche e soprattutto un’operazione culturale e un omaggio a un carpigiano forse poco valorizzato: il poeta e scrittore Loris Guerzoni. Mercoledì 7 novembre alle 21, al Teatro Comunale, andrà in scena Locanda Loris, spettacolo dedicato al dialetto locale, ideato e promosso da Al Granisel, la compagnia che proprio Guerzoni fondò nel 1979 per portare in scena “La Kugnisioun d’Edo” e che è stata riformata nel 2017 su impulso di Giannina Panini e di Ruggero Po, con l'aiuto del Circolo Loris Guerzoni. Un’iniziativa per la salvaguardia del dialetto carpigiano e la cui prima del 7 novembre rappresenterà solo l'inizio del “Progetto Loris” volto a cementare, soprattutto nelle scuole, una comune identità culturale e a rivitalizzare il patrimonio linguistico carpigiano come strumento di inclusione per le nuove generazioni.

La serata, ha già registrato il tutto esaurito, e il gruppo teatrale è emozionato al pensiero di ridare voce alle parole di Guerzoni. Lo spettacolo - che vede ora in prima fila la famiglia dello scrittore, erede del suo patrimonio letterario e pittorico, rappresentata dalla figlia Fiorella e dal bisnipote Luca Ugoni - è stato creato per Al Granisel e per il Comune di Carpi che lo coproduce, dallo scrittore bolognese Cristiano Governa, il quale ha immaginato che i protagonisti di un tempo vengano convocati, con un biglietto misterioso, in questo locale ai confini con la notte le cui stanze sono abitate dai “ricordi” di Loris. Ecco, allora, i “suoi” ragazzi: i giovanotti e le signorine che, sul finire degli anni Settanta, si riunirono intorno a quello straordinario cantore dei personaggi della sua terra, della Resistenza, dell’amore per il lavoro, per la nascita di un figlio, per la natura, con l’obiettivo di far conoscere ai carpigiani di oggi la grande opera del poeta espressa nella lingua che tanto amava e che permeerà il 45% dei testi (una decina di poesie affiancate da sottotitoli), lasciando il passo all’italiano per il resto dello spettacolo. —

VALERIA CAMMAROTA

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