Gazzetta di Modena

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sindacati Cgil, Cisl, Uil 

«Lavoro festivo, astensione per il primo novembre»

«Lavoro festivo, astensione per il primo novembre»

Gli addetti di commercio e grande distribuzione invitati a rifiutare le prestazioni «Non si rischiano sanzioni, ora va posto un limite alle aperture incontrollate»

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I sindacati Cgil, Cisl, Uil rinnovano l’invito agli addetti del commercio e grande distribuzione a non lavorare nei festivi, invito che torna d’attualità nell’imminenza della festività del primo novembre. Ed è presumibille che, come avvenuto negli anni scorsi, la proclamazione di astensioned al lavoro verrà poi ripetuta in occasione delle prossime festività di fine anno. La sollecitazione di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell'Emilia-Romagna è per l’astensione dal lavoro per tutto il giorno. I sindacati, che si battono contro la liberalizzazione delle aperture nei giorni festivi, ricordano ai dipendenti del settore «che sulla base delle norme contrattuali vigenti e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione potranno, rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione».

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un immediato intervento legislativo che metta in discussione quanto sancito nel 2011 dal decreto “Salva Italia”. I sindacati, convocati dalla X Commissione delle Attività Produttive Commercio e Turismo, hanno infatti chiesto un immediato intervento legislativo tenendo conto del fatto che ci sono oggi, depositate in commissione, sei diverse proposte di legge sulla materia.

«Sono trascorsi ormai sette anni dal Decreto “Salva Italia” - sostengono i sindacati - che eliminò ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali e si continua a discutere della necessità di una nuova legge. Le organizzazioni sindacali hanno più volte avanzato proposte di modifica alla liberalizzazione contenuta nel decreto Salva Italia, coinvolgendo le istituzioni e promuovendo iniziative, mobilitazioni e campagne di comunicazione in occasione delle festività. Chiediamo in particolare di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio; di escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali; di restituire agli enti locali congiuntamente alle parti sociali la prerogativa di definire la regolamentazione delle aperture territoriali; di riconsegnare agli enti locali anche la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare, infatti questi anni di liberalizzazioni indiscriminate hanno contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro». —

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