Gazzetta di Modena

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Carpi, in ospedale una estetista insegna alle pazienti in cura per un tumore

Serena Arbizzi
Carpi, in ospedale una estetista insegna alle pazienti in cura per un tumore

Prima iniziativa nel Modenese con Asl e La Forza del sorriso.  Le donne ricevono consigli con cui “ritrovare se stesse”  

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CARPI. Il primo laboratorio di bellezza in provincia di Modena dedicato alle pazienti ammalate di tumore.  È stato presentato ufficialmente ieri mattina al day hospital oncologico del Ramazzini

Il laboratorio si trova al centro psiconcologico dell’ospedale, a pochi passi dalday hospital. La sua nascita è possibile grazie alla collaborazione tra l’Ausl e la onlus La forza del sorriso. Il laboratorio, del tutto gratuito, è dotato di un team variegato al servizio delle pazienti che possono così condividere con altre donne un momento piacevole e benefico. Durante questi momenti vengono offerti alle donne in cura consigli utili e accorgimenti pratici per affrontare gli effetti secondari delle terapie. Come la perdita dei capelli, di ciglia e sopracciglia in seguito alla chemioterapia. Il team è composto da consulenti di bellezza e dalla psicologa Dania Barbieri.

«L’idea, basata sul motto è nata negli Stati Uniti da un oncologo che ha ascoltato in modo approfondito i disagi di una paziente - commenta Anna Segatti, presidente della onlus - Con 13 mosse facciamo vedere alle donne come ritrovare il proprio aspetto. Il corso dura sei ore, una volta al mese per 6/8 persone e si svolge con estetiste professioniste volontarie, Luciana Mondella e Federica Carnevali, appositamente formate. Alle partecipanti viene lasciato gratuitamente un kit di prodotti forniti dalle 29 grandi aziende che ci sostengono, per un valore di 500 euro».

Il laboratorio di bellezza è stato voluto fortemente anche da Maria Grazia Lazzaretti, responsabile Breast Unit. «È importante avere questo momento nel percorso di cura, sostiene fortemente la qualità della vita» commenta Lazzaretti. Se, infatti, il laboratorio non si sostituisce alle cure, è vero, però, che costituisce parte integrante del percorso con cui ritrovare se stesse. Il corso di bellezza vede come supervisore Giorgia Razzini, mentre è stato Fabrizio Artioli, direttore del day hospital oncologico, a tracciare un quadro della diffusione della malattia sul territorio. «Noi vogliamo abbassare l’incidenza, ossia il numero di tumori nuovi - spiega Artioli - e aumentare la prevalenza, ovvero la percentuale di persone che vive avendo avuto un tumore. Si può fare molto, dal momento che il30% dell’incidenza dei tumori femminili dipende dagli stili di vita. Nell’unità operativa di Carpi e Mirandola trattiamo mille pazienti in un anno e un po’ più della metà sono donne, anche se il numero di pazienti che orbitano intorno al day hospital è molto superiore. L’Emilia Romagna è a livelli di guarigione pari a quello scandinavo. Tuttavia, si può fare ancora molto: perché, ad esempio, una donna su quattro non va alla mammografia di screening?».

Entrando nel laboratorio si respira un’atmosfera di empatia. «L’esperienza in sè non è certamente piacevole- argomenta la paziente carpigiana Eleonora Pellegrino, che ha scoperto la malattia lo scorso anno, all’età di 33 anni - Non è facile affrontarla, ma si supera. Il trucco è un toccasana perché durante la chemio perdi capelli, le ciglia, ti si gonfia il viso, è dura accettarsi. Con questo laboratorio si imparano accorgimenti molto utili. —


 

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