Sichenia, i sindacati attaccano «Sono in arrivo altri tagli»
Massimo Muratori, Femca Cisl, lancia l’allarme dopo la firma del concordato «Esuberi più alti delle aspettative: è troppo passare da una ventina al doppio»
«Quando avevo manifestato qualche perplessità sul concordato accordato alla ceramica Sichenia, con una ricaduta positiva sui dipendenti e negativa sulle aziende creditrici, dove vi lavorano tante persone e rischiano il posto, avevo ragione. Gli incontri successivi mi hanno confermato quanto pensavo».
A parlare così è Massimo Muratori segretario di Femca-Cisl Emilia Centrale, che ha anche riferito ai dipendenti in un recente momento di assemblea, le novità scaturite dall’accordo con il tribunale di Modena.
«Quando è stato plaudito alla concessione del concordato - ha puntualizzato Muratori - con la firma di creditori richiesta dal tribunale, si è fatto cenno solamente alle prospettive industriali ottimistiche che non hanno avuto riscontro nella realtà che evidenzia come il settore vive uno stato di rallentamento anche se non di crisi e non si prevede nulla di positivo nel breve futuro».
Un discorso che si riflette immediatamente sui costi, se non ci sono aumenti dei ricavi (non prevedibili al giorno d’oggi). «E veniamo al personale e agli esuberi - continua Muratori - che sono ancora d’attualità, nonostante si sia detto e scritto che erano stati salvati 200 posti di lavoro. Perché parlare di quel numero se poi, quasi subito, l’azienda ha detto che serve tagliare anche 30/35 posti? Non sono bastati i quasi 100 posti cancellati negli ultimi 5-6 anni? Si tratta di un’esagerazione che non accettiamo anche perché al commissario ci risulta ne fossero stati comunicati una ventina, poco più».
In verità le uscite dal lavoro, non solo per raggiunti limiti dell’età pensionistica, dopo l’accorpamento con le maestranze arrivate dallo stabilimento di Fiorano, sono state davvero vicine al centinaio.
Adesso si profila un calo di oltre 10 unità in smalteria, quattro alle presse, cinque ai forni, un paio alla macinazione, due in magazzini, quattro alle pulizie generali e un paio anche tra gli impiegati amministrativi.
Sull’altra decina non ci sono state conferme a livello di posizioni ma se l’azienda ha parlato di 35 o poco più sa che altri esuberi sono probabili. «Il numero che ho citato prima - aggiunge il sindacalista - non è inventato ed è stato riferito anche nell’incontro che abbiamo avuto con i vertici aziendali la scorsa settimana. Non possiamo essere d’accordo anche se siamo disponibili a trattare l’uscita di lavoratori con alcuni incentivi se hanno un’età vicina alla pensione ma è davvero troppo passare da una ventina di esuberi a quasi il doppio».
Cosa potrebbe succedere ancora? «Al momento non ipotizzo nulla - conclude Muratori - ma è certo che se non cambiano le prospettive sui numero è indubbio che ci scontreremo perché il futuro delle persone vale molto di più di quanto viene considerato». —
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