Gazzetta di Modena

Modena

LUTTO NELLA CULTURA 

Addio a Tino Mezzacqui il re dei librai antiquari

G.F.

Titolare del celebre negozio  in via Servi, il commendatore è scomparso ieri a 87 anni Il funerale in San Francesco venerdì mattina alle 11.15

2 MINUTI DI LETTURA





Amava farsi chiamare “commendatore”, titolo assegnatogli dal Presidente della Repubblica che sfoggiava come un fiore all’occhiello. Lo faceva giustamente per ricordare il suo impegno durato sessant’anni nel settore della libraria antiquaria, della quale era principe indiscusso a livello nazionale.

È scomparso ieri mattina all’età di 87 anni tra l’affetto dei suoi cari: la figlia Ilaria, il genero Enrico e il nipote Sebastiano. Finisce un’epoca con la morte di Costante Mezzacqui, per tutti Tino, titolare della bottega di libri antichi e usati in via Dei Servi, in centro storico. Un luogo dove si trovano opere, stampe e mappe geografiche di ogni epoca, frequentato dai appassionati di antiquaria da tutta Italia e da tanti modenesi conosciuti e non, tutti in cerca del loro “colpo di fortuna”. Mezzacqui, col suo bonario tono burbero, li indirizzava verso una scelta sicura oppure li faceva desistere, perché al primo posto ha sempre tenuto cultura e serietà.

Come ha raccontato lui stesso alla “Gazzetta” in un servizio di un anno fa, Mezzacqui aveva iniziato da ragazzo, durante la guerra, a occuparsi di commercio librario. Nato nel 1931 a due passi dalla bottega, studente poco appassionato della scuola ma curioso e dalle letture onnivore, sapeva di essere un libraio per vocazione. Raccontò: «Mio padre si merita un monumento. Mi ha educato al lavoro fisico. Nel ‘40, forse ‘41 (un anno dopo morì mia madre) ho iniziato la gavetta. Avevo compiuto da poco dieci anni. Ai tempi delle scuole medie giravo con il sidecar pieno di libri per la scuola, articoli che allora la libreria trattava. Ma solo se andava bene, altrimenti ero solito accontentarmi del barroccino, il carretto a mano che costava molto meno del sidecar. Entrambi infatti bisognava affittarli. Se però nei giorni fortunati vantavo una lunga coda di amici, quando mi toccava spingere la carriola alcuni di loro facevano finta di non sapere neppure chi fossi. Ed io un po' mi vergognavo». Vedovo dell’amata moglie Franca, morta nel 2009, era rimasto solo conducendo la sua vita di routine, mentre il numero degli gli amici si assottigliava drasticamente.

Amava parlare del suo legame con il principe del foro modenese Armando Mattioli e con i fratelli Panini.

Il funerale si terrà venerdì alle 11.15 nella chiesa di San Francesco. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google