Gazzetta di Modena

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la storia 

Due modenesi salvi nella frana di Dimaro

L.G.

Eugenio Barbieri e Maria Luisa Bergamini scampati alla tragedia che ha coinvolto la loro casa di montagna 

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Sono circa un centinaio le persone che in Trentino stanno lavorando per far tornare Dimaro, per quanto possibile dopo la tragedia che si è consumata nelle ultime ore, alla normalità. Decine sono invece le persone che trovano rifugio negli alberghi e nelle strutture di accoglienza allestite dai soccorritori che stanno lavorando incessantemente. Tra queste ci sono anche due modenesi, Eugenio Barbieri e Maria Luisa Bergamini, che da molti anni hanno una casa proprio a Dimaro che ora non è più agibile. Tutti dicono che sono praticamente dei miracolati, si sono visti apssare la frana di fango e acqua a pochi metri da casa, rendendola inagibile. Loro si sono salvati: «È stata una tragedia incredibile - - raccontano ai microfoni di Trc Barbieri e Bergamini - vedevamo l’acqua sotto di noi, avevamo paura. Nel maso sopra di noi ha perso la vita una persona. Solo per caso ci siamo salvati».

Si stima che il volume di terra movimentato dalle frane che si sono staccate dalla serata di ieri sia di circa 50.000 metri cubi. Sono oltre venti le case interessate dalla frana, circa duecento gli sfollati. A questi si aggiunge il campeggio di Dimaro che è stato totalmente distrutto. Come ha confermato il sindaco Andrea Lazzaroni, è stato un colpo molto duro per la comunità e adesso con il sostegno di tutte le componenti della Protezione civile trentina ci si sta adoperando per risolvere i problemi più urgenti, legati soprattutto alla viabilità e alla sistemazione degli sfollati che sono ospitati adesso presso parenti o strutture alberghiere della zona anche presso Malé. L’obiettivo è di riuscire entro la giornata di oggi a ripulire dalla maggior parte delle macerie il paese, mentre ancora l’acqua sta defluendo verso valle copiosa.

La prima delle frane che ha colpito il paese è stata verso le ore 19 di lunedì, a questa è seguita un’altra accompagnata da un forte boato. La massa di acqua e detriti si è staccata lungo la Valle del Rio Rotian. Un’altra frana si è staccata verso Monclassico, però di dimensioni nettamente inferiori a quella distruttiva di Dimaro. —

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