Il Consiglio si oppone all’impianto biometano con tre pesanti critiche
Voto unanime. «Rifiuti di provenienza sconosciuta e traffico Non vogliamo chi fa business e la Regione deve pianificare»
SAN POSSIDONIO
C’è il primo atto formale della politica contro il mega impianto di biometano che la società Bio Mat vuole realizzare nell’ex Kermar di Concordia. Dopo le critiche e le preoccupazioni già espresse dai sindaci Prandini e Rudi Accorsi, è arrivato il voto unanime ad un ordine del giorno del Consiglio comunale di San Possidonio.
«Le forti perplessità sul progetto, emerse attraverso il documento proposto dalla maggioranza, riguardano diversi aspetti. In primo luogo - si legge in una nota - la costruzione dell’impianto, per cui è prevista una capacità di trattamento di rifiuti, tra Forsu e ligno cellulosi, pari a circa 315 tonnellate al giorno, è prevista in un’area produttiva a ridosso dei centri urbani. Oltre ad impattare in maniera decisamente negativa sulla viabilità già di per sé compromessa sulla direttrice Mirandola- Concordia, un impianto di questo tipo lascerebbe ragionevoli dubbi sulla tenuta di emissioni odorose ed eventualmente dannose per la collettività. Un altro elemento critico riguarda la provenienza del rifiuto che sarà trattato: considerando che il bacino territoriale è al momento gestito e servito, sia per la raccolta e trasporto dei rifiuti sia per il loro trattamento, da Aimag ci si chiede da dove arriveranno i rifiuti necessari al funzionamento».
Il documento fa poi di fatto propria una nota del Pd dei giorni scorsi, in cui si parla di ciclo dei rifiuti che non deve ambire a fini speculativi, ma ha il dovere di puntare alla sostenibilità ambientale. «Non si può chiedere - prosegue la nota - di ospitare imprese che traggono profitto dalla gestione dei rifiuti di altri territori, impattando negativamente sulla qualità di vita delle persone».
Attraverso l’ordine del giorno il Consiglio comunale chiede quindi a sindaco e giunta di mobilitarsi in tutti i modi possibili per opporsi alla costruzione dell’impianto, coinvolgendo anche il Comune di Concordia, l’Unione dei Comuni dell’Area Nord al fine di impegnare la Regione Emilia Romagna “affinché costruzioni ed investimenti di questo tipo, sempre più frequenti per il grosso business che si sta aprendo, inizino ad essere pianificati e concessi in modo razionale rispetto e comunque, lontano dai centri abitati”. —
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