Il nuovo d.g. Belloi: «Sanfelice 1893 punta al pareggio nel bilancio 2019»
«Gli obiettivi saranno lo sviluppo dell’attività commerciale e la riduzione di costi e Npl». Nel 2018 perdita di 5 milioni
Da venerdì scorso Vittorio Belloi è a tutti gli effetti il nuovo direttore generale di Sanfelice 1893 Banca Popolare.
Belloi succede a Leonello Guidetti, andato in pensione a fine agosto. Il 7 settembre a Belloi era stato affidato l’incarico di direttore generale a interim poi venerdì scorso il Cda della banca ha deliberato la nomina a pieno titolo del nuovo d.g., che già era stato vice di Guidetti. Vice direttore generale ora è Simone Brighenti mentre da poche settimane è andata in pensione Maria Teresa Benotti, vicedirettore e figura storica della banca sanfeliciana. Con il d.g. Vittorio Belloi cerchiamo di fare il punto sui suoi progetti e sulle prospettive dell’istituto di credito.
Quali sono le prime tre cose che ritiene necessario fare nell’immediato?
«La nostra operatività dei prossimi mesi - dice Belloi - sarà dettata dal Piano di impresa 2018-2020 recentemente approvato dal Cda. Le tre linee di intervento principali saranno: sviluppo dell’attività commerciale sul segmento famiglie e piccole imprese per realizzare una crescita del margine d’intermediazione su un comparto di clientela meno rischioso, poi la riduzione del rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione e, terza cosa, una forte riduzione e una puntuale gestione attiva del credito deteriorato con uno piano pluriennale. Per i primi due punti l’attività sarà svolta privilegiando l’utilizzo di strumenti innovativi sia dal punto di vista della gamma prodotti che dei supporti tecnologici con il potenziamento dell’offerta commerciale “on-line”, digitalizzazione dei processi e razionalizzazione della rete commerciale, anche con la conversione di due sportelli in uffici di servizi e consulenza. Per la gestione degli Npl, la banca ha individuato un’area organizzativa che, oltre a svolgere funzioni di monitoraggio del comparto deteriorato, dovrà realizzare le indicazioni del programma di cessione dei deteriorati. L’obiettivo è di raggiungere la diminuzione dell’incidenza degli Npl lordi al di sotto del 10% sul credito totale. La realizzazione di queste linee guida dovrà coinvolgere l’intera struttura della banca, dalla direzione agli uffici interni e alla rete commerciale e nell’ambito di un rapporto di collaborazione con la Banca d’Italia e la base sociale rappresentata dalle tre associazioni».
La semestrale al 30 giugno scorso chiude con 5,2 milioni di perdita, come sarà la situazione al 31 dicembre?
«Si confermano i livelli di redditività della gestione caratteristica, che coprono ampiamente i costi operativi. Questo risultato è frutto di una rilevante attività commerciale, che si concretizza nell’attenta gestione e consolidamento del margine d’interesse nonché nell’aumento delle commissioni nette, che si attestano a un livello di oltre 4,1 milioni di euro. Di conseguenza il margine d’intermediazione (margine d’interesse più commissioni nette più gestione finanziaria) supera i 12 milioni, in aumento dell’1,8% rispetto al 2017. Dal punto di vista dei costi si rileva un incremento di circa 762mila euro, sul quale incide in modo significativo l’aumento dei contributi in favore dei fondi di risoluzione delle crisi bancarie. Il Cda ha proseguito nell’incremento del livello degli accantonamenti sui crediti deteriorati, tale da produrre una percentuale di copertura al 60% circa. La semestrale sconta gli effetti di questa scelta strategica e si presenta quindi negativa per un valore di 5,2 milioni di euro, mentre per il secondo semestre non si prevedono svalutazioni altrettanto rilevanti e pertanto la perdita annuale non dovrebbe discostarsi dai 5 milioni».
Come si collocano gli indicatori capitale, liquidità, qualità attivo?
«La dotazione patrimoniale della banca è solida e ancora al di sopra dei requisiti richiesti dalla Banca d’Italia. Per la liquidità la banca può contare su disponibilità adeguate e riserve tecniche tali da affrontare le fasi di stress della liquidità conformemente a quanto richiesto dalla vigilanza».
Valutate concrete ipotesi di aggregazione?
«Il Piano di impresa è funzionale al pieno recupero dell’economicità, con il raggiungimento nel 2019 del sostanziale pareggio di bilancio. Negli anni successivi, con il consolidamento del trend positivo, si valuteranno sul mercato gli scenari di possibili aggregazioni, anche per tutelare il valore dell’investimento dei soci». —
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