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a economia il 19 marzo scorso 

Scritte contro Marco Biagi Due ragazzi indagati dai pm dell’antiterrorismo

F.D.
Scritte contro Marco Biagi Due ragazzi indagati dai pm dell’antiterrorismo

Graffiti che inneggiavano  a Mario Galesi (Brigate Rosse) e contro il prof. ammazzato Chiuse le indagini della Digos Presto gli interrogatori 

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Sette mesi di indagini e ora ci sono due indagati per le scritte oltraggiose, apparse sui muri dell’università di via Berengario, contro Marco Biagi nell’anniversario della sua morte. Si tratta di A.V. 28enne residente in città e M.B., 26 anni, residente a Parma. Entrambi anarchici modenesi. Sarebbero loro, stando a quanto ricostruito dalla Digos di Modena, guidata dalla dottoressa Valeria Cesarale, ad aver lasciato scritte ingiuriose contro il giuslavorista ammazzato dalle Brigate Rosse. E alle Br-Pcc i due ragazzi avevano inneggiato con un esplicito “onore a Mario Galesi... onore ai compagni combattenti”, chiaro ed esplicito riferimento a quel Galesi che con Nadia Desdemona Lioce, Cinzia Banelli, Roberto Morandi, Simone Bonaccini, Marco Mezzasalma e Diana Melazzi Blefari parteciparono all’assassinio di Marco Biagi il 19 marzo 2002. Ai due indagati sono stati notificatigli avvisi di fine indagine dove sono ipotizzati, oltre al deturpamento ed imbrattamento di cose altrui, anche l'apologia dei delitti di attentato per finalità terroristiche e di porto abusivo di armi commessi dal gruppo delle Br che uccise a Bologna il professore.

E proprio l’università, nella persona del rettore Angelo Oreste Andrisano, è indicato tra le persone offese alla pari del ministero della Giustizia e dei familiari di Marco Biagi.

«Non ho ancora avuto la possibilità di parlare con i miei due assistiti - spiega al telefono l’avvocato d’ufficio Giampiero Barile - Li sto cercando per confrontarmi sul da farsi».

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Bologna, tramite il gruppo terrorismo e seguita dai magistrati Antonio Gustapane e Antonella Scandellari, che hanno ricevuto una corposa relazione della Digos modenese. Un fascicolo in cui si riportano numerose immagini delle telecamere di sicurezza e il profilo del 28enne geminiano e dell’amica parmense. Fin dai primi momenti si era ipotizzato che fossero stati almeno in due ad operare, uno nello scrivere - la grafia degli slogan è la stessa - e un altro a fare da palo. Contro quei graffiti offensivi, mai apparsi a Modena negli anni precedenti, si era registrata una durissima reazione della società civile e politica nazionale. —

F.D.

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