L’onorificenza a Nello Rega fa infiammare il Consiglio
Venturelli chiede l’abrogazione per la condanna in primo grado Il Pd presenta tre emendamenti Da Caselli arrivano bordate e il centro destra esce dall’aula
Il ciclone Venturelli (inteso come Gino Venturelli ormai ex consigliere del Pd che ha lasciato il partito per approdare al “Gruppo misto”) si è abbattuto anche sul consiglio comunale di martedì sera. Dopo la discussione di alcuni ordini del giorno c’è stato l’alt in occasione dell’ultimo punto, riguardante un argomento proposto dallo stesso Venturelli. Un alt che ha fatto saltare il numero legale e sospendere il consiglio stesso, in dirittura d’arrivo. Si trattava della richiesta della cancellazione dell’onorificenza a Nello Rega per “tutela del nome della città”, che Venturelli ha chiesto dopo che il giornalista aveva ricevuto dalle mani dell’allora sindaco Luca Caselli nel 2011. «La motivazione di tale onorificenza – ha sostenuto l’ex consigliere del Pd – ad un personaggio che mai aveva avuto relazioni con la nostra città e mai aveva contribuito a darle lustro risiedeva nel fatto di essere stato, come lui stesso aveva scritto nel libretto “Diversi e divisi”, vittima di un attentato di “Hezbollah” che gli era valso la scorta. Il Comune aveva definito l’onorificenza una speciale di “scorta mediatica” per chi aveva ricevuto minacce al colpi di pistola. Lo scorso 3 giugno, invece, Rega è stato condannato in primo grado ad otto mesi di reclusione dal tribunale di Potenza per aver simulato il reato. Per questo ho chiesto il ritiro dell’onorificenza per la tutela del buon nome della nostra città». Venturelli con questo, come aveva scritto anche in un’altra parte del documento presentato, voleva evitare commistione con personaggi che avevano avuto lo stesso tipo di onorificenza o similari come Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo, gli stessi giocatori del Sassuolo Magnanelli e Pomini, padre Sebastiano Bernardini, il direttore della banda Neldo Lodi e il cardinale Camillo Ruini. La battaglia si è accesa a tal punto, anche tra le fila del Pd, che è saltato fuori un emendamento in tre punti, proposto dal consigliere Zanoli. Quest’ultimo ha proposto di eliminare il riferimento ai su citati personaggi; di eliminare che fosse la giunta ad impegnarsi per valutare il decadimento dell’onorificenza ed il suo ritiro. A questo punto è intervenuto, tra gli altri, l’ex sindaco Caselli, oggi consigliere di minoranza, che aveva insignito Rega. «La condanna in un primo grado di giudizio – ha dichiarato – per simulazione di reato è grave ma penso faccia appello, c’è il principio della definitività della condanna. Se diciamo che il primo grado è definitiva vale per tutti. Se su Google mettiamo le parole chiave “Sassuolo mafia” non viene fuori Nello Rega, vengono fuori tante altre cose e persone che sedevano in questo consiglio comunale; se metto su Google “Sassuolo voto di scambio Pd”, per ipotesi, vengono fuori cose che infangano davvero il nome della città. A questo punto facciamo un ordine del giorno nel quale togliamo la cittadinanza a chi ha infangato il nome della città, ed in primo grado di giudizio, come Nello Rega, in primo grado anche qui». Alla fine la “mazzata” con l’uscita del centrodestra che ha fatto saltare il numero legale ma che di fatto riproporrà l’odg nel prossimo consiglio. —
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