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il bilancio nei giorni delle commemorazioni 

Modenesi in fuga da S. Cataldo Un morto su due viene cremato

SAVERIO CIOCE
Modenesi in fuga da S. Cataldo Un morto su due viene cremato

Soltanto un terzo dei residenti in città sceglie il cimitero monumentale Gli altri si dividono tra le frazioni e gli altri Comuni. Potenziati controlli e pulizia

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Fuga dalla sepoltura nel cimiteri e boom delle cremazioni tra i modenesi: ormai un modenese su due sceglie la via dell’incinerazione, come dimostrano anche i dati in crescita per quest’anno.

Se l’anno scorso, su 2015 decessi in città, la percentuale di chi ha scelto la cremazione è stata del 46,4% (contro il 53,4 sepolti in terra o in loculi), quest’anno siamo già al 48,2%. Per l’esattezza nei primi nove mesi di quest’anno, sono state 773 i modenesi cremati su 1604 decessi.

Per quanto riguarda gli altri 831 deceduti, il 34% sono stati sepolti a S.Cataldo, un altro 34% nei cimiteri delle frazionali e il 32% in cimiteri di altri comuni.

Resta quindi da verificare quali sono le scelte dei concittadini per quanto riguarda i resti del caro estinto.

Nella scelta tra la dispersione delle ceneri e l’affidamento a casa, tra il 2017 e i primi nove mesi del 2018 la percentuale che opta per la prima passa dal 35.54 per cento al 44,07 mentre chi ha scelto l’affidamento domestico passa dal 14,24 al 14,78 per cento.

Nel frattempo continuano a ritmo serrato i preparativi per accogliere i visitatori nei cimiteri, potenziando vigilanza e trasporti oltre che la pulizia tra le aiuole.

Fino a giovedì 8 novembre, l'orario di apertura del principale cimitero cittadino è continuato; va dalle 8 alle 17 per gli ingressi, con uscita e chiusura alle 17.30. I cimiteri delle frazioni sono invece sempre aperti dalle 8 alle 17.30, con ultima uscita alle 18.

Dall’ingresso del Cimitero storico funziona un servizio navetta interno a San Cataldo a disposizione dei cittadini per raggiungere i defunti.

La Polizia municipale svolge controlli quotidiani, intensificati dall'1 al 4 novembre con l’importante collaborazioni di alcune associazioni di volontariato: Ana, Anc, Gev, City Angels, Vivere Sicuri, Anps, Narxis e Gel. Queste ultime infatti che con loro incaricati sono presenti nella maggior parte dei cimiteri modenesi in alcune fasce orarie giornaliere.

Chi vuole può usufruire della navetta gratuita a San Cataldo nei giorni della Commemorazione dei defunti.

Il dato di fondo su cui riflettere in definitiva è l’avversione massiccia dei modenesi alla tumulazione nel cimitero di S.Cataldo. Non è bastato il cosiddetto “piano regolatore dei morti”, con l’obbligo di sepoltura dei residenti dentro l’anello delle tangenziali presso lo storico cimitero cittadino.

Niente da fare: chi ha potuto, regolamento comunale alla mano, mandare i propri cari nei cimiteri delle frazioni lo ha fato. E così pure tutti quelli che hanno scelto una tomba o un loculo in un altro comune, non trovando dignitoso e sensato far salire le anziani madri sino ad alcuni metri d’altezza per mettere i fiori sulla lapide.

Chi non ha voluto restare o non ha potuto andarsene, ha scelto una strada che è anche più economica, se misurata con il metro dei decenni.

Così la cremazione è diventata l’ultima scelta possibile per il caro estinto modenese, in un caso su due.—





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