Dal Luzhniki di Mosca all’aeroporto di Panama e all’ospedale di Nairobi
Fra gli impegni più importanti di Politecnica all’estero non c’è solo quello danese di cui parla Francesca Federzoni, un progetto che prevede l’ampliamento e la ricostruzione del Polo universitario...
Fra gli impegni più importanti di Politecnica all’estero non c’è solo quello danese di cui parla Francesca Federzoni, un progetto che prevede l’ampliamento e la ricostruzione del Polo universitario ospedaliero di Køge, garantendo al tempo stesso la continuità dell’attuale attività sanitaria.
Importante la progettazione che riguarda il nuovo centro sportivo di ginnastica ritmica Luzhniki di Mosca, progettata dallo studio russo Pride e da Metropolis Group. Il progetto, denominato “Olympic hub”, ha previsto la progettazione, da parte di Politecnica, delle strutture di supporto della copertura per il nuovo centro di ginnastica, un avveniristico complesso che sta prendendo forma nel cuore del quartiere olimpico di Mosca.
Il nuovo centro è destinato a ospitare gare ed eventi sportivi e culturali, mentre al suo interno saranno comprese aree specifiche per i media, un albergo e un centro specializzato nella riabilitazione medica. Durante le gare il complesso potrà ospitare fino a 4.000 spettatori, mentre per gli eventi la capienza sarà di circa 2.500 persone.
C’è poi la progettazione strutturale delle sovrastrutture che costituiscono l’involucro di copertura del nuovo aeroporto internazionale Tocumen di Panama City progettato da Foster+Partners. Il progetto, che è stato denominato “Greatness in the sky” , ha previsto la progettazione costruttiva, da parte di Politecnica, delle strutture di supporto della copertura per il nuovo aeroporto, una struttura dal design moderno e iconico.
Politecnica firma anche un nuovo progetto internazionale per la realizzazione della sede dell’East African Kidney Institute Centre of Excellence a Nairobi, in Kenya, il nuovo centro di riferimento nefrologico e urologico del continente africano. Il progetto prevede la realizzazione in tempi strettissimi della nuova struttura. La nuova struttura, a regime, servirà un bacino di utenza di notevole importanza per il continente africano: il nuovo centro ospedaliero infatti non si rivolgerà solo alla popolazione keniota, ma anche agli abitanti delle nazioni limitrofe, tra cui Etiopia, Somalia e Tanzania, cui saranno riservati spazi e aree ospedaliere progettate secondo standard sanitari approvati e riconosciuti a livello internazionale.—
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