«Sì alle domeniche a piedi, associazioni irresponsabili»
Legambiente appoggia la scelta del Comune: «Non bisogna tornare indietro» Critico il comitato Mobastacemento: «E’ soltanto un'operazione di facciata»
L’invito è molto chiaro: tenere botta e non fare come la Regione. Perché se da una parte l’estensione delle domeniche ecologiche a tutto il periodo compreso tra novembre e fine marzo ha fatto arrabbiare le associazioni di categoria, dall’altra c’è qualcuno che apprezza la scelta del Comune, che ha deciso di fare un deciso passo in avanti rispetto a Bologna (22 domeniche di blocco del traffico a Modena contro le 10 previste dalla Regione).
Un plauso che arriva da Legambiente, che parla di «piccolo passo avanti: le domeniche ecologiche - spiega l’associazione - devono diventare un’occasione per proporre ai cittadini modelli diversi di mobilità. Per questo è necessario accompagnare le limitazioni al traffico con azioni positive, come l’aumento delle corse dei bus, da estendere in prospettiva al resto della settimana. Bisogna anche prevedere sconti e tariffe agevolate, con un’attenzione particolare per le fasce di reddito più basse, in modo da incentivare l’uso del mezzo pubblico per tutta la popolazione. Come sottolineato dal rapporto Ecosistema urbano - incalza Legambiente - Modena presenta un significativo tasso di motorizzazione (65 auto ogni 100 abitanti) accompagnato a bassi valori relativi agli indici del trasporto pubblico (83 viaggi a testa, 26 km-vetture per abitante), entrambi significativamente inferiori rispetto a una città come Parma, non distante da noi. Occorre dunque favorire un cambiamento nello stile di vita dei cittadini sostenendo lo sforzo con strumenti adeguati: più che “Modena terra di motori”, dovremmo pensare a una Modena terra della mobilità sostenibile…». E se ieri le associazioni di categoria avevano criticato duramente la scelta del Comune, soprattutto pensando agli acquisiti natalizi, Legambiente trova «assurde queste obiezioni. Facciamo notare che, fra chi chiede di rivedere il provvedimento in un’ottica di “effettiva efficacia per la salute dei cittadini”, si trovano gli stessi che hanno sostenuto lo “sblocco” dei diesel euro 4, un altro passo indietro con effetti controproducenti proprio in ambito sanitario. Insomma - conclude Legambiente - si tratta di dichiarazioni quantomeno ipocrite, che nascondono interessi legittimi dietro motivazioni inammissibili». Dello stesso avviso la consigliera Pd Simona Arletti, che parla di «misura compensativa dopo il dietrofront sui diesel euro 4. Se vogliamo davvero cambiare le cose dobbiamo fare qualche sacrificio - incalza l’ex assessore all’Ambiente - poi per Natale si troverà qualche forma di mediazione: l’importante è andare avanti senza ripensamenti». Sempre sul fronte ambientalista, decisamente più perplesso è il comitato “Mobastacemento”: «Le domeniche ecologiche sono un’operazione di facciata - spiega il portavoce Gianmario Sannicola - ma non hanno una reale efficacia dal punto di vista dei risultati. Questi provvedimenti dovrebbero essere accompagnati da un cambio drastico di atteggiamento, a partire dal trasporto pubblico. Se poi pensiamo alle mille deroghe che ogni domenica ecologica si porta dietro, è facile trarre le conseguenze dal punto di vista dell’impatto sullo smog. La speranza, comunque, è che il provvedimento non faccia la fine dello stop agli euro 4…». —
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