Modena. Crisi Piacentini Costruzioni: dichiarato il concordato
Sull’impresa con sedi a Palagano e Montale pendono tre istanze di fallimento: ora dovrà ottenere dalle banche una ristrutturazione dei debiti
MODENA. È stato dichiarato il concordato con riserva per l’azienda Piacentini Costruzioni con sedi a Palagano e Montale di Castelnuovo, una realtà importante del settore delle infrastrutture che è attiva dal 1949, quasi settant’anni.
La riserva con cui il giudice delegato del Tribunale di Modena, Pasquale Liccardo, ha dichiarato il concordato è legata alla presentazione dell’accordo di ristrutturazione del debito con le banche. Il giudice, ammettendo l’azienda alla procedura di concordato, ha nominato Augusto Castelfranco quale commissario.
Nel ’49 Stefano Piacentini diede vita alla prima delle aziende create dal gruppo di famiglia. Agli inizi degli anni ’80 il passaggio alla seconda generazione e nel 1981 nasce Piacentini Costruzioni spa, attualmente ancora controllata dalla famiglia Piacentini. Presidente è il 60enne Dino Piacentini, il fratello Maurizio è Ad e l’altro fratello, il 50enne Giovanni, è noto nell’ambiente calcistico per i suoi trascorsi da professionista prima nel Modena poi in serie A con Roma, Fiorentina, Atalanta e Bologna.
I motivi della crisi di Piacentini Costruzioni sono spiegati dalla stessa azienda nel documento presentato al tribunale per ottenere la dichiarazione di concordato: si legge che l’impresa «deve la sua crisi a quattro commesse firmate nel 2014 (una in Albania, una in Brasile, una in Libia e una in Italia) del controvalore di 113 milioni di euro che avrebbero permesso di fatturare già in quell’anno 40 milioni. Tutti questi quattro appalti – spiegano i legali – hanno in realtà subito ritardi di notevole entità ad oggi solo in parte recuperati. L’azienda, quindi, correva ai ripari sia dismettendo asset non strategici, tra cui una quota del Servizio Idrico Integrato di Aimag, sia avviando un negoziato con le banche creditrici, al fine di ristrutturare il debito finanziario. Un piccolo istituto di credito, però, ha revocato tutti gli affidamenti, mentre alcuni fornitori minacciavano azioni legali e tre di loro hanno depositato istanza di fallimento: di qui la richiesta della protezione per avere il tempo necessario a completare l’asseverazione del Piano industriale da presentare al magistrato. La società, che nel 2017 ha fatturato 88 milioni, è attualmente impegnata direttamente in lavori del controvalore di 180 milioni e in altri, in forma consortile, per quasi 500 milioni, con clienti primari fra i quali Anas ed Eni».
Esistono quindi tre istanze di fallimento pendenti e Piacentini Costruzioni per salvarsi deve ottenere una adeguata ristrutturazione dei debiti con le banche.
Il Gruppo controlla tante altre società, fra cui Piacentini do Brasil, Tecnoterra, Piacentini costruzioni Usa, Piacentini Lybian, Piacentini Albania. È interminabile la serie di grandi lavori in cui è stata impegnata questa azienda, dal Mose di Venezia al cantiere dell’alta velocità Lione-Torino tramite il Consorzio Coseam. In Libia nel 2014 ci fu anche la vicenda del tecnico dell’azienda sequestrato da banditi. Dino Piacentini si è impegnato anche nell’editoria con la PE Piacentini Editore srl, società editrice del quotidiano modenese Prima Pagina: la “PE” è stata sottoposta a procedura di fallimento dall’agosto 2017. Ha poi investito nel tentativo di Matteo Renzi di fare rivivere il quotidiano L’Unità. L’imprenditore è stato alla guida delle associazioni di imprese Apmi e Confapi, presidente nazionale di Aniem e nello sport è stato socio con Catia Pedrini nel Modena Volley maschile, ora sponsorizzato Azimut. —
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