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IN THAILANDIa 

Il pugile Christian Daghio muore sul ring dopo aver subito il ko all’ultimo round

Giovanni Balugani
Il pugile Christian Daghio muore sul ring dopo aver subito il ko all’ultimo round

Aveva 49 anni e non aveva mai combattuto sulla distanza delle 12 riprese. Il decesso ieri dopo una settimana d’agonia

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Christian Daghio è morto dopo una settimana di agonia. Troppo gravi le lesioni che ha riportato nell’incontro di pugilato disputato il 26 ottobre in Thailandia. Una sequenza terribile di colpi incassati nell’ultimo dei 12 round disputati contro un atleta locale, Don Parueang. Christian, 49 anni, è finito al tappeto e mentre il suo avversario veniva premiato i sanitari gli prestavano le prime cure. Purtroppo il pugile, originario di Sant’Antonio in Mercadello (Novi), non si è più ripreso. È stato trasferito all’ospedale locale di Pattaya dove è entrato in coma.

La famiglia, che risiede a San Giovanni di Concordia, è stata avvisata da una collega del villaggio turistico sportivo che Christian aveva fondato in Thailandia. Il fratello Simone e il padre Silvio sono saliti sul primo volo per Pattaya per stargli vicino. Le cure dei medici, però, sono state inutili e Christian è deceduto ieri mattina.



Sui siti specializzati sono in tantissimi a ricordarlo, perché Christian era un campione vero. Nel giugno del 2017 si era laureato per la settima volta campione del mondo di Thai Boxe al ristorante President di Massa Finalese davanti a 500 spettatori.

Ma nonostante la sua eccellente carriera nella boxe thailandese, nell’ultimo periodo si era cimentato anche nel pugilato classico.

Dal 2015 aveva iniziato a combattere nella categoria mediomassimi, anche con buoni risultati. Era imbattuto fino all’ultimo tragico match, ma aveva sempre disputato al massimo 3 riprese: 10 incontri e altrettante vittorie per ko. Contro il 37enne Don Parueang si è arrivati alla dodicesima e c’è anche chi si chiede come mai l’arbitro non abbia interrotto l’incontro poco prima del ko, quando Christian era andato al tappeto ed era stato contato.



Da oltre vent’anni si era trasferito a Pattaya, nota località turistica della Thailandia, Paese patria della Thai Boxe. Lì aveva creato un campus specializzato, in cui atleti da ogni parte del mondo andavano per allenarsi e per svolgere la preparazione.

Un’attività che dirigeva con grande passione, la stessa che ogni volta lo spingeva a cercare nuovi stimoli e nuovi obiettivi, come quello di intraprendere la carriera di pugile a un’età così avanzata. Per dare un’idea della sua mentalità non ci sono parole migliori di quelle che lui stesso ha rilasciato alla Gazzetta in un’intervista dopo la conquista dell’ennesimo titolo mondiale: «Il mio segreto è quello di continuare a raggiungere obiettivi e non guardare mai a quello che ho già conquistato». —



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