La morte di Daghio. Il fratello Fabrizio: «È morto come un campione, facendo ciò che amava»
I funerali si terranno lunedì a Pattaya in Thailandia «Lo ricorderemo anche qui con una commemorazione a Sant’Antonio Mercadello»
MODENA. «In questo momento provo un dolore grandissimo, che non si può descrivere».
La voce di Fabrizio, fratello di Christian, è spezzata dalle lacrime. Lui non è partito per la Thailandia, ma è rimasto accanto a mamma Angela, a San Giovanni di Concordia, straziata da un lutto che toglie le forze e che rende impossibile salire su un aereo e attraversare il pianeta: «Con Christian - sottolinea Fabrizio, conosciutissimo anche come allenatore di calcio di tante squadre della Bassa e collaboratore di ristoranti - c’erano nostro padre Silvio e il terzo fratello, Simone. Sono partiti non appena la direttrice del villaggio turistico ci ha chiamati per avvisarci che stava male e che era in coma».
Una lunga settimana: «Christian anche nel letto di ospedale ha combattuto. Simone gli è stato sempre accanto in tutti questi giorni, fino alla fine tenendogli la mano finché i responsabili e gli orari dell’ospedale glielo permettevano. Non lo ha lasciato mai da solo. Poi Christian ha deciso di andarsene e lo ha fatto come il campione che era. Non avrebbe accettato un’esistenza diversa da quella a cui era abituato. È morto facendo ciò per cui ha vissuto e ciò che più amava assieme alla sua famiglia».
Christian non lascia solo i due fratelli e i genitori. In Thailandia aveva una compagna, Nat, e una bambina di cinque anni: «Aveva deciso di chiamarla Angela come nostra madre. È a loro che dobbiamo pensare, per aiutarle in questo momento terribile».
Il compianto pugile ormai da oltre vent’anni viveva a Pattaya, nota località turistica del Paese asiatico, e lì aveva costruito la sua nuova vita e proprio lì lunedì si svolgeranno i funerali: «Verrà sepolto a Pattaya - precisa Fabrizio - con rito cristiano. Ormai non si trovano più posti sui voli, perché da tutto il mondo arriveranno altri atleti che vogliono porgergli l’ultimo saluto. Era conosciutissimo nel mondo delle arti marziali e del pugilato. Tutti lo amavano e ora lo piangono».
Christian, infatti, grazie al suo villaggio turistico sportivo ospitava ogni anno diecimila persone, in una struttura in cui lavorano 40 dipendenti: «Sono 40 famiglie che vivono grazie a Christian e per questo il suo progetto dovrà andare avanti e proseguire, ma sono certo che sarà così grazie agli splendidi collaboratori che aveva».
Ma era amato anche qui, nel Modenese e nella sua Bassa. Per questo motivo la famiglia vuole consentire ai tanti amici che non potranno raggiungere la Thailandia lunedì di dare un ultimo saluto: «Per domenica 11 novembre organizzeremo una commemorazione nella chiesa di Sant’Antonio Mercadello. Noi abitiamo a San Giovanni di Concordia, ma lui si sentiva di Sant’Antonio, dove era cresciuto». —
GIB
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