Otto nuovi diaconi per la chiesa di Modena e tre saranno sacerdoti
Domani pomeriggio alle 18 presso l’Abbazia di Nonantola l’arcivescovo Erio Castellucci presiederà il rito, due dei ragazzi provengono dal Kerala, in India
Otto nuovi diaconi per la Chiesa di Modena-Nonantola. Cinque permanenti e tre in cammino verso il sacerdozio.
Domani pomeriggio alle ore 18 a Nonantola, nell’Abbazia da poco riaperta dopo i lavori seguiti al sisma del maggio 2012, l’arcivescovo di Modena e abate di Nonantola, don Erio Castellucci, ordinerà questi otto diaconi. Tre, come detto, sono giovani che stanno studiando in Seminario a Modena e si preparano a diventare sacerdoti, con ogni probabilità tra il maggio e il giugno prossimi.
Due di questi, però, non sono modenese bensì indiani, provenienti da una diocesi del Kerala, nel sud ovest della grande nazione asiatica. Ma andiamo con ordine: i tre futuri diaconi in vista del presbiterato sono Pietro Valdrè, della parrocchia di San Giovanni Battista a Roncoscaglia (presso Sestola), Sherin Kurikkilettu della parrocchia di santa Maria in Kindagoor (nella diocesi di Kottayam, città del Kerala appunto) e Tesvin Veliyamkulathel, della parrocchia del Sacro Cuore a Meridom, sempre nella lontana diocesi indiana.
Cinque, poi, sono uomini che diventeranno diaconi permanenti e dunque persone che non sono in cammino verso il sacerdozio ma uomini sposati che resteranno diaconi senza diventare preti. Si tratta di Antonio Wirz, della parrocchia di San Benedetto Abate in città, Fabrizio Bartolacelli, della parrocchia di San Geminiano a Pompeano, nel Comune di Serramazzoni, Gabriele Venturelli della parrocchia di san Miche Arcangelo a Iddiano (frazione di Pavullo), Saverio Sorrentino della comunità di San Geminiano a Massa Finalese e Vito De Nardis, della parrocchia di Sant’Agostino a Modena.
Nella diocesi di Modena i diaconi permanenti sono ormai piuttosto numerosi (sono 83 e da domani diventeranno dunque 88) e prestano servizio in varie parrocchie: abitualmente le loro comunità di appartenenza, ma vi sono anche diaconi permanenti che vengono inviati dal vescovo in altre realtà bisognose di un aiuto nella pastorale, nella liturgia o nel servizio della carità. —
P.S.
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