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Tiri liberi/ La solitudine degli animali Viaggio per immagini dentro gli zoo dell’Europa

Tiri liberi/ La solitudine degli animali Viaggio per immagini dentro gli zoo dell’Europa

Qualcuno di noi è nato libero. Gli scheletri danzanti della Nuova Guinea, per esempio, gli aborigeni australiani, i cacciatori kazaki della Mongolia, alcune remote tribù della steppa, diverse etnie...

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MODENA. Qualcuno di noi è nato libero. Gli scheletri danzanti della Nuova Guinea, per esempio, gli aborigeni australiani, i cacciatori kazaki della Mongolia, alcune remote tribù della steppa, diverse etnie africane. Non mi riferisco a loro. Parlo delle creature che hanno agitato la coda e allungato il collo in una savana, che si sono addormentate nel cuore di fronde impenetrabili, che hanno partorito e poi nutrito i loro cuccioli osservando una sola legge.

Quella della natura. Poi è arrivato lo zoo e con lui la solitudine. Per toccarla con mano bastano le immagini scattate da Britta Jaschinski e Jo-Anne McArthur in diversi zoo del Vecchio Continente. Sono state esposte al Parlamento Europeo nell’ambito della campagna “Born Free” e sono diventate un libro, “Captive”, firmato dalla reporter Jo-Anne McArthur, inserita dall’Huffington Post fra le dieci donne che stanno cercando di cambiare il mondo. Un’indagine che ha coinvolto circa venti Paesi.

Una denuncia che non ha bisogno di parole per raccontare le condizioni in cui questi animali, troppo spesso sono costretti a vivere. Uno schiaffo, iconografico, alla nostra, altrimenti impermeabile, indifferenza. Tigri, leoni, elefanti, scimpanzé, giraffe, delfini, orsi. Anche in Italia li trattiamo al nostro peggio. Su 68 strutture riconosciute solo 5 sono in regola con le direttive dell’Unione Europea. I giardini zoologici possono trasformarsi in veri e propri lager per ospiti permanenti increduli, attraversati da una malinconia che passa dritta attraverso i loro occhi.

L’Emilia-Romagna è ricca di spazi dedicati agli animali e al consumo turistico che gravita attorno ad essi: zoo safari, rettilari, delfinari, bioparchi, acquari, parchi marini. Ogni volta che ci andiamo a spasso facciamo questa considerazione: la solitudine non è solo umana. Fa male in modo universale. La tigre che si aggrappa a un muretto per guardare oltre il muro di recinzione ci ricorda, dolorosamente, che qualcuno di noi è nato libero. Un privilegio che non è toccato nemmeno a parecchi dei nostri animali da compagnia, spesso tragicamente umanizzati, perfino nel look, e a volte fatti oggetto di attenzioni maniacali che tolgono respiro alla loro natura. Non è crudele imporre a un cane di piccola taglia nel periodo natalizio, ad esempio, un maglioncino con muso della renna Rudolph ricamato e ponpon rosso luccicante. È bestiale. —
 

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