Una fattoria della solidarietà per anziani e ragazzi disabili
A Vitriola un progetto di agricoltura sociale ideato dai titolari della Corte Per ottenere i fondi è necessario vincere un concorso online: «Votateci»
MONTEFIORINO
Sta nascendo a Vitriola (Montefiorino) il primo progetto di agricoltura sociale dell’Appennino. A proporlo, l’azienda agricola Corte di Vitriola in collaborazione col Comune e la cooperativa sociale Gulliver. L’idea, che va sotto al titolo “I laboratori della socialità” fa da pendant con un altro progetto in avvio, quello della “Fattoria sociale contadina” lanciato sempre da Barbara Lanzotti e Gino Facchini, titolari della Corte: una casa famiglia per sei anziani ancora autosufficienti, che ha già ottenuto a settembre 2017 l’appoggio della Regione tramite fondi europei del bando Psr 2014-2020.
Si tratta di realizzare una struttura innovativa che al piano superiore (in 200 metri quadrati) ospita gli anziani e sotto (in altri 200 metri) laboratori polifunzionali destinati all’agricoltura solidale da sviluppare nei 4 ettari attorno. Da una parte anziani che non vogliono rimanere soli, dall’altra disabili (5/6 utenti giornalieri) che dopo aver seguito i corsi sviluppano una forma di agricoltura che segue i loro ritmi e le loro condizioni per arrivare «a una linea di prodotti etico-solidali fatti coi tempi che ognuno può dare» come spiega Barbara.
La “Casa famiglia per la longevità attiva” è in partenza: stanno per iniziare i lavori per avere a fine primavera il fabbricato già completo. Il laboratorio sociale invece per partire subito avrebbe bisogno dei fondi di un concorso avviato a livello nazionale da Confagricoltura insieme a Intesa Sanpaolo.
Il progetto di Vitriola è stato incluso tra quelli votabili (da tutti, basta iscriversi) dal 26 ottobre al 25 novembre sul portale www.coltiviamoagricolturasociale.it: i 30 con più preferenze verranno esaminati da una giuria che entro il 31 dicembre comunicherà i tre vincitori di uno stanziamento di 40mila euro a testa (120mila in tutto).
«Quando è uscito il bando – spiega Barbara - ci siamo incontrati con Gulliver e abbiamo pensato di dar vita a una realtà che ancora manca: un laboratorio per inserire persone con fragilità in un percorso lavorativo diverso da quelli della pianura. Grazie alla splendida natura che ci circonda, queste persone potranno trarre tutte le gratificazioni legate all’attività agricola e all’allevamento: terra, piante, bosco e animali possono aiutare tantissimo. Nella manualità come nell’aspetto psicologico. È una ricchezza che va colta e messa a servizio del sociale. L’idea è anche quella di far collaborare gli anziani con i ragazzi in difficoltà, per trovare un rinnovato senso di utilità sociale».
L’intenzione di Barbara e Gino è quella di realizzare comunque questo nuovo modello didattico-riabilitativo, ma la vittoria al concorso agevolerebbe molto il percorso. Di qui l’importanza del voto: il sindaco di Palagano Fabio Braglia ha già dato il suo, a conferma della valenza sovracomunale del progetto. —
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