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Emilia Romagna, già caduti 500 millimetri. Ed arriva un nuovo allerta meteo

Emilia Romagna, già caduti 500 millimetri. Ed arriva un nuovo allerta meteo

L'ondata di maltempo prosegue in Emilia-Romagna con un'allerta arancione che permane sulla pianura emiliana orientale e sulla costa ferrarese per criticità idraulica. Il fiume Po osservato speciale. Per i danni verificatisi in questi giorni soprattutto sulla costa il governatore Bonaccini chiede lo stato di emergenza nazionale

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MODENA.  L'ondata di maltempo prosegue in Emilia-Romagna con un'allerta arancione che permane sulla pianura emiliana orientale e sulla costa ferrarese per criticità idraulica legata alla propagazione della piena del fiume Po.

È quanto emerge dall'ultimo bollettino dell'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile per l'Emilia-Romagna e di Arpae. Il colmo di piena è atteso nelle prime ore di lunedì, 5 novembre, nella sezione di Pontelagoscuro, nel Ferrarese. Nella giornata di lunedì 5 novembre, si legge nel bollettino, potrebbe generarsi criticità costiera nel Ferrarese per ventilazione sostenuta da est con mare mosso in combinazione con un livello del mare sostenuto.

Per quanto riguarda la provincia di Modena si parla di un'allerta gialla per criticità idrauliche

IL BILANCIO DEL MALTEMPO PER L'EMILIA ROMAGNA

Vento, temporali e piogge intense, mareggiate. Anche in Emilia-Romagna, nei giorni scorsi l’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio l’Italia ha causato ingenti danni, oltre che ai privati cittadini, alle imprese, in agricoltura e acquacoltura, colpendo in particolarele aree collinari e montane centro-occidentali e la Costa. Tanto che la Regione ha deciso di chiedere lo stato di emergenza.

“Domani firmerò la richiesta di stato di emergenza nazionale - afferma il presidente, Stefano Bonaccini-. Già ora, solo per la parte pubblica e senza considerare la Costa, stimiamo danni per diversi milioni di euro. Una cifra importante che purtroppo sarà destinata ad aumentare al termine della ricognizione subito avviata dall’Agenzia regionale di Protezione civile e ancora in corso. L’attivazione dello stato di emergenza nazionale è una decisione necessaria che ci consentirà di dare copertura finanziaria agli interventi urgenti che abbiamo già disposto e a quelli ancora da eseguire, tenuto conto anche della prevedibile evoluzione meteorologica stagionale, e per attivare il censimento dei danni puntuale. Chiederemo al Governo e al Parlamento di inserire l’Emilia-Romagna nei provvedimenti che saranno adottati in ambito nazionale per questa ondata di maltempo, soprattutto per quanto riguarda i danni al settore privato, alle attività produttive, agricole e dell’acquacoltura. E in queste ore- prosegue Bonaccini- il nostro pensiero va alle Regioni che stanno pagando il tributo più alto, in particolare la Sicilia e il Veneto con cui stiamo collaborando a Feltre, nel bellunese, dove dal 30 ottobre un centinaio di volontari è impegnato a sostegno dei Vigili del Fuoco e delle amministrazioni per gestire l’emergenza”.

MONITORAGGIO COSTANTE

L'assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, è in costante contatto con il responsabile nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli. E proprio nel bellunese,ieri, grazie ai potabilizzatori partiti da Modena e al lavoro dei tecnici di Hera con il gestore locale del servizio idrico, “siamo riusciti a riportare l’acqua potabile a Rocca Pietore nell’Agordino- sottolinea Gazzolo-. In un momento così difficile per il Paese, un ringraziamento sentito va ai volontari, a tutti gli operatori e ai tecnici dell’Agenzia regionale di Protezione civile che, come sempre, sono l’orgoglio della nostra regione”.

LA SITUAZIONE  REGIONALE DI QUESTI GIORNI

La situazione in Emilia-Romagna In particolare, gli eventi meteo-marini, hanno causato danni nelle aree collinari e montane centro- occidentali e lungo la costa. Le piogge intense nei territori montani di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena - 400-500 mm con picchi di 200 mm in poche ore sul fiume Taro - hanno provocato esondazioni di rii minori, con danni alle opere idrauliche, alla viabilità comunale e provinciale. Il vento, con raffiche fino a 140 Km/ora ad esempio nel Comune di Bobbio nel piacentino, ha causato danni a edifici pubblici, scuole, a numerosi edifici privati, ad attività produttive e soprattutto al comparto agricolo e zootecnico. Anche sul resto del territorio regionale il vento ha comportato la caduta di alberi e danni estesi all’agricoltura.

Si sono registrate, nelle aree colpite, interruzioni anche prolungate della fornitura di energia elettrica per migliaia di utenze, oggi completamente ripristinate. Il vento e la forte mareggiata hanno inoltre provocato danni ingenti al sistema di difesa della costa, alle strutture produttive e, in particolare, al settore produttivo della acquacoltura.

Inoltre, la piena in corso del fiume Po e le piene dei corsi d’acqua che sfociano nell’Adriatico settentrionale stanno trasportando notevoli quantità di materiale in mare, con conseguenti prevedibili rilevanti spiaggiamenti sulle coste e la necessità di recupero e smaltimento da parte dei Comuni

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