La seconda vita della biblioteca «È un luogo di sogni e idee»
Riaperta dopo i lavori di ristrutturazione. Lo scrittore Valerio Massimo Manfredi «Un giorno bellissimo, questo è un bene che appartiene ad ognuno di noi»
VIGNOLA
Grande inaugurazione ieri per la biblioteca comunale di Vignola, che si è presentata alla cittadinanza in tutto il suo splendore dopo la ristrutturazione progettata dal compianto architetto Marco Fontana e portata avanti dal figlio Stefano, grazie al sostegno della Fondazione di Vignola, del Comune di Vignola e della Regione Emilia Romagna. I lavori hanno riguardato in particolare il rifacimento del pavimento in resina dell’atrio (con ripristino della sequenza di Fibonacci disegnata al centro), delle scale interne e dell’atrio al piano interrato. Sono stati completamente rifatti anche il cortile interno e l’impiantistica relativa. Sono state ripristinate le parti ammalorate dell’illuminazione, della scala esterna e dell’area intorno alla biblioteca. Non da ultimo è stato spostato il bar al piano terra, con l’ampliamento della superficie esistente e la realizzazione di un’area cortiliva prospicente, con affaccio sul parco di Villa Trenti. Per quanto riguarda quest’ultima, il Comune, assegnatario di un contributo della Regione, ha investito nella realizzazione di una settantina di postazioni per lo studio utilizzabili da studenti maggiorenni, mentre alcuni studenti dell’Istituto Spallanzani si sono occupati della riqualificazione delle aree verdi del parco. Un vero e proprio polo culturale che, come racconta Stefano Fontana, diventa parte integrante della città: «Una persona può passeggiare per la città e la biblioteca diventa una calamita grazie allo spazio del piano terra che unisce l’emeroteca con il bar. Forse lo scopo principale di una biblioteca è proprio quella di avere una funzione iniziatica verso la cultura, fattore che in questo caso si sviluppa in maniera davvero importante». Un luogo che diventa prima di tutto un «luogo di civiltà, perché qui davvero in ogni libro c’è la civiltà del nostro Paese, della nostra Europa, del mondo - spiega la presidente dell’Unione Terre di Castelli Emilia Muratori - Un sentimento che io provo sempre quando entro in una biblioteca è quello di una grandissima libertà, quando si viene qua secondo me ci si sente liberi non solo di scegliere il libro da leggere o che ci serve, ma di costruirsi una propria idea, una coscienza, un pensiero, una riflessione. E se lo si fa in un luogo bello come questo secondo me aiuta, perché abbiamo bisogno della bellezza per sentirci bene, per sentirci a nostro agio».
«In questo giorno bellissimo riapriamo questa struttura che è la nostra struttura, nel senso che l’abbiamo pagata noi come Fondazione di Vignola, ma è di tutti - sostiene poi il presidente della Fondazione Valerio Massimo Manfredi - Se c’è una cosa che è di tutti è questa: in ognuno di quei libri c’è un uomo o una donna che ha pensato, che ha provato, nella mente e nel cuore qualche cosa, un’idea, un desiderio, una fantasia, un sogno. Dentro ognuno di quei fascicoli c’è una mente umana che magari non c’è più fisicamente, ma anche se non c’è più ci sono il suo pensiero e il suo cuore, ci sono le parti più belle, più intense, più forti, più importanti in un essere umano». —
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