Il giallo del doppio ritratto di Klimt diventa un libro
Il professore e giornalista Ermanno Mariani ha riaperto la vicenda del misterioso furto e della lunga “latitanza” di “Ritratto di signora”
MODENA Ermanno Mariani, professore di letteratura e giornalista, ha il merito di riaprire la vicenda del misterioso furto e della lunga “latitanza” di “Ritratto di signora”, dipinto molto noto dell’austriaco Gustav Klimt della Galleria Ricci Oddi di Piacenza.
Lo fa con il recente volume intitolato “Il mistero del doppio ritratto di Gustav Klimt” (130 pagine, 10 euro, edizioni Pontegobbo) che racconta come quest’opera sia sparita, e mai più ritrovata, dal museo privato piacentino il 22 febbraio 1997 in un modo rocambolesco che gli inquirenti hanno sempre faticato a comprendere appieno.
La vicenda assomiglia, a parte il finale visto che qui l’opera almeno è stata ritrovata, al furto del Guercino avvenuto a Modena alcuni anni fa. Anche nell’occasione modenese la procedura messa in opera dai ladri è risultata per lungo tempo misteriosa, ma quel che è accaduto a Piacenza mantiene molte zone d’ombra. Le illustra bene Mariani nel libro, attraverso una scrittura giornalistica, quando racconta che ancora non si sa se il Klimt venne fatto uscire dal tetto della Ricci Oddi o dal portone principale visto che molte tracce sono scomparse perché del furto si accorsero in ritardo. Ma perché l’opera è un “doppio ritratto” se raffigura una sola dama? È un particolare che aumento l’importanza dell’opera, scoperto poco prima del furto dalla studentessa Claudia Maga che si accorse come sotto la figura dipinta dall’artista della Secessione fosse presente un altro ritratto di donna che si considerava scomparso durante la seconda guerra mondiale. Di lì a poco il furto.
Ma la parte forse più godibile del libro è quella dove l’autore abbandona un po’ la cronaca a favore del racconto di fatti non provati, dei quali però si è parlato molto a lungo. Ermanno Mariani, infatti, racconta di una pista investigativa legata all’esoterismo: alcuni “amanti” dell’arte avrebbero usato il quadro di Klimt per compiere riti satanici in un cimitero.
Niente di provato, ma voci che da lungo tempo si rincorrono in città. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

