Gazzetta di Modena

Modena

castelfranco 

La canzone di Marco commuove Maria De Filippi e i giudici in tv

E.V.
La canzone di Marco commuove Maria De Filippi e i giudici in tv

Baruffaldi protagonista della popolare trasmissione “Tu si que vales” con brano che parla dei disabili e contro il bullismo. In semifinale col 98% di sì

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO

«Ci sono anch’io». Sono parole della canzone che Marco Baruffaldi, rapper di Castelfranco affetto da sindrome di Down, ha cantato nella puntata andata in onda sabato sera di “Tú sí que vales”, talent show di Canale 5, con la quale ha commosso i giudici del programma e milioni di italiani che hanno assistito alla trasmissione. La canzone, intitolata “Siamo diversi tra noi”, ha toccato temi delicati, ovvero il bullismo e la disabilità, che Marco, 22enne, ha vissuto e tutt’ora vive di persona. La canzone, infatti, è stata scritta da lui: «Devo ringraziare il papà perché mi ha aiutato, solo nella metrica però», ha detto il giovane dal palco dello show, poco prima di esibirsi. Non è stata una vita semplice, quella del giovane castelfranchese: fin dall’asilo gli altri bambini lo hanno maltrattato per la sua diversità, arrivando alle angherie nei suoi confronti. E non sono stati solo i bambini, a creargli problemi: anche un insegnante di sostegno, invece che appoggiarlo, lo aveva preso di mira. È stato lo stesso rapper a raccontare questi episodi, proprio nella puntata di sabato di “Tú sí que vales”, insieme al padre che lo ha raggiunto sul palco dopo l’esibizione. Il ragazzo, però, non si è arreso, e con questa canzone ha voluto dire che «ci sono anch’io», e che la diversità non dev’essere qualcosa di cui vergognarsi, ma anzi, essere «un ragazzo speciale», come lui stesso si è definito, può essere qualcosa di cui andare fieri. “Siamo diversi tra noi” ha commosso i giudici vip e il pubblico in studio e a casa, che ha promosso il brano quasi all’unanimità, permettendogli di arrivare nella semifinale del talent show. Durante la puntata, il rapper ha voluto dedicare anche una poesia, da lui composta, alla madre Cristina, scomparsa due anni fa, che ora, dice il ragazzo, «è il mio angelo custode». —

E.V.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google