Levizzano. Con lo zafferano per riscoprire il valore della terra
Una mattinata alla scoperta dello zafferano, dalla raccolta fino all’essiccazione per alcuni membri della community della Gazzetta che hanno partecipato all’evento presso l’azienda agricola...
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17430996:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/a-levizzano-per-scoprire-il-fascino-dello-zafferano/105422/106029]]
MODENA, Una mattinata alla scoperta dello zafferano, dalla raccolta fino all’essiccazione per alcuni membri della community della Gazzetta che hanno partecipato all’evento presso l’azienda agricola Umileterra, un piccolo paradiso immerso nelle colline di Levizzano.
La titolare Cristina Sant’Unione ha guidato i presenti in questo viaggio straordinario dove, oltre alla coltivazione dello zafferano, si è scoperto cosa vuol dire agricoltura biodinamica, quella che lei pratica quotidianamente seguendo il ritmo della terra e favorendo la biodiversità e cosa vuol dire lavorare con passione e amore.
Dopo una colazione all’insegna del chilometro zero e della qualità, dal pane alle noci con grano saraceno fino ai succhi di frutta dell’azienda “Punto Verde” di Savignano sul Panaro senza dimenticare il miele con pasta di nocciole dell’azienda Dalle Alpi all’Appennino di Formigine, si è partiti con il viaggio alla scoperta di questa antica spezia. Cristina è un’ottima padrona di casa, affiancata dalla sua famiglia e una grande conoscitrice della terra, della natura e di come “trattarla”. Non usa pesticidi ma solo rimedi naturali e cerca di trattare la terra come qualcosa di vivo, quale è, quindi senza inondarla di sostanze chimiche.
Una parte della sua tenuta è dedicata appunto alla coltivazione di questa spezia e alla sua raccolta, che si effettua in autunno, proprio in questo periodo. Si raccolgono i fiori violacei che contengono i pistilli o stimmi rossi che vengono poi essiccati per diventare zafferano.
«Dopo la raccolta dei fiori che devono essere staccati con delicatezza - spiega Cristina mentre mostra e racconta ai lettori come si coltiva e raccoglie lo zafferano - si procede all’essiccamento che viene effettuato lo stesso giorno della raccolta»
. Cristina utilizza un essiccatore dove, nell’apposita teglia, sistema delicatamente i pistilli e li essicca a 48 gradi circa per una cinquantina di minuti. La fase successiva consiste nel riporre i pistilli essiccati in un barattolo dove devono riposare per una quarantina di giorni prima di essere utilizzati sotto forma di spezia, lo zafferano. Domenica prossima appuntamento sempre dedicato allo zafferano aperto a tutti. Info 059 758880 —
SERENA FREGNI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
