Modena. Libri/ Storie di lotte e d’amore
“Coinvolgente, travolgente, di assoluta importanza per la storia di Modena e dell’Italia”. Così è stato definito dall’ex-deputato socialista Paolo Cristoni l’ultimo libro di Nunzia Manicardi,...
“Coinvolgente, travolgente, di assoluta importanza per la storia di Modena e dell’Italia”. Così è stato definito dall’ex-deputato socialista Paolo Cristoni l’ultimo libro di Nunzia Manicardi, “Rivoluzio e Speranza”, con il quale la scrittrice modenese ritorna ai temi socio-politici inserendosi nella tradizione del romanzo storico italiano e internazionale. “Rivoluzio e Speranza” (Il Fiorino, Modena, anche e-book) è ambientato fra il 1901 e il 1920 nella Bassa padana modenese e ferrarese della Grande Bonifica e a Modena città (Regia Manifattura Tabacchi).
Lotte agrarie e lotte operaie costituiscono l’ossatura di questo imponente e appassionante affresco incentrato sulla bella e difficile storia d’amore tra Rivoluzio Gavioli, figlio di un bracciante modenese impegnato nelle prime lotte sociali, e Speranza Righi, figlia del sindaco liberale di Cento. Riuscitissimo l’equilibrio tra i dati di contesto storico e le vicende dei personaggi. Rivoluzio e Speranza sono diversissimi e vengono da classi sociali diverse, ma si innamorano, in un contesto di inizio ‘900 decisamente problematico: Speranza è originaria di Cento, ha un legame molto forte con il padre Amedeo, è cocciuta, testarda, determinata ed ama suonare il violino. Incontra Rivoluzio quando si trasferisce a Modena dalla zia ricca per studiare. Rivoluzio invece è un giovane appassionato, intelligente e con il sogno di cambiare il mondo attraverso il movimento anarchico. Intorno a loro una Italia che sta cambiando, tra rivolte, la prima guerra mondiale, la crescita dei movimenti socialista ed anarchico fino ad arrivare alla nascita del fascismo.
La figura di Rivoluzio Gavioli è liberamente ispirata a quella dell’anarco-sindacalista modenese Rivoluzio Gilioli (nato a Rovereto sulla Secchia nel 1903 e morto nel 1937 combattendo nella Guerra di Spagna) a cui la Manicardi ha già dedicato il romanzo “Aragona” (Il Fiorino, 2009).
«Il personaggio di Rivoluzio Gilioli mi ha affascinato - spiega Nunzia Manicardi - in generale, per il periodo storico in cui è vissuto ed ha agito e, a livello individuale, per la capacità, in un certo senso tutta modenese, di unire alla fortissima passione per la politica e per la vita un altrettanto forte senso pratico ed una capacità organizzativa non comune. I miei prossimi lavori - dice ancora Nunzia - che sono già a buon punto, verteranno entrambi sugli anni Settanta. Si tratta di un saggio socio-politico arricchito da una documentazione piuttosto inconsueta e del romanzo, in chiave ironica, di un'educazione erotico-sentimentale tipica di quegli anni”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

