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RAPPORTO Last minute market/Swg 

Buttiamo 36 chili di cibo a testa ed è in parte recuperabile

Stefano Luppi
Buttiamo 36 chili di cibo a testa ed è in parte recuperabile

In 10 anni in regione “strappati al pattume “ prodotti per 22 milioni di euro Tra i rifiuti non solo cibo, anche libri. Aumenta la consapevolezza del riutilizzo

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In una delle regioni con la maggior percentuale di raccolta differenziata d’Italia che comprende la città di chef Massimo Bottura inventore dei refettori contro la povertà e lo sperpero di cibo, una ricerca dell'Osservatorio “Waste Watcher di Last minute market/Swg” rende noto che sullo spreco alimentare gli emiliani sono sì attenti ma con alcune pecche.

Seppur tenendo conto che secondo i dati la quasi totalità degli italiani si rammarica quando getta via cibo scaduto, la controtendenza è “fotografata” dalla ricerca presentata ieri in Regione a Bologna: in Emilia-Romagna dal 2007 al 2016, grazie ai progetti di “Last minute market”, sono stati recuperati 22 milioni di euro di prodotti attraverso il lavoro di 132 enti beneficiari, 113 donatori e 52 comuni coinvolti nelle varie iniziative di recupero di verdura e frutta fresca. Da Piacenza a Rimini, dunque, aumenta la percezione dello spreco, tanto da avere recuperato oltre 5,5 mila tonnellate di cibo, oltre a 300 mila pasti, 851mila farmaci e 13mila libri anch’essi salvati dal cestino.

Va però ricordato, appunto, che non tutto è efficiente nel nostro territorio visto che a livello regionale si gettano soprattutto verdura e frutta fresca. E il dato dello spreco, anche per quel che riguarda salse, sughi, pasta e prodotti per la colazione, è altissimo, visto che è pari a un quinto in più rispetto al dato nazionale. E sempre sulla cattiva gestione del cibo, sono stati elencati i dati, misurati dal progetto “Reduce – Spreco Zero” del Ministero dell’Ambiente e della università di Bologna che rivelano che ciascuno di noi getta nella spazzatura 36 kg all’anno di alimenti. Il 35% di questo spreco potrebbe essere recuperabile e redistribuito. Il base al rapporto il 92% degli emiliano-romagnoli ha un comportamento irresponsabile da questo punto di vista e la presenza di cibo scaduto nelle dispense o in frigorifero è in testa alle ragioni dello spreco in regione (per il 43% degli intervistati). L’87% dei cittadini emiliano-romagnoli getta ad esempio il cibo due volte alla settimana o più raramente, un comportamento che il 92% dei cittadini giudica appunto “irresponsabile”.

A livello generale, inoltre, va registrato che il 91% degli italiani si rammarica per avere gettato cibo, mentre quattro su cinque giudicano irresponsabile buttare quello ancora commestibile e dichiarano di avere ridotto gli sprechi nell’ultimo anno. Ieri hanno presentato il Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher Andrea Segrè dell’Alma Mater, fondatore di Last Minute Market e responsabile della campagna Spreco Zero, l’assessore regionale a turismo e commercio Andrea Corsini, Stefano Mazzetti presidente dell’associazione dei Comuni “Sprecozero”, Maurizio Pessato di Swg, Luca Falasconi di “Reduce” e Matteo Guidi di Last minute market. Tornando al rapporto, condotto su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, va ricordato che lo spreco domestico rappresenta un danno economico secondo 9 italiani su 10 (93%), di forte impatto diseducativo sui giovani (91%). Nella pratica quotidiana il 63% degli intervistati dichiara di gettare il cibo una volta al mese (17%) o anche meno frequentemente (46%). Le ragioni sono intuibili: il cibo è scaduto (44%), ammuffito (41%), non ha un buon odore o sapore (39%) o acquistato in quantità eccessiva (36%).

A breve prenderanno il via le iniziative della campagna Spreco Zero per i primi 20 anni di Last Minute Market. —

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