Fondazione, un milione in meno di erogazioni per il territorio
L’annuncio del presidente Faglioni alla presentazione delle linee guida 2019 «Saranno tolte risorse solo a progetti fermi che frenano altre iniziative»
Un milione di euro in meno di erogazioni: da un importo complessivo di 4 milioni e 200mila si scende a 3 milioni e 200mila. Una somma consistente che non impedirà di soddisfare i bisogni del territorio, ma che, al contrario, è stata tolta a quei progetti “congelati” da tempo. Progetti che sottraevano risorse alla collettività, pur non decollando negli anni in cui erano stati preventivati.
Questo l’annuncio del presidente della Fondazione Crc, Corrado Faglioni, insieme al segretario Enrico Bonasi e al consigliere Marco Gasparini, alla prima presentazione delle linee guida del 2019 di Palazzo Brusati Bonasi, dopo l’avvicendamento a Giuseppe Schena. Un’intenzione precisa di tracciare l’inversione di rotta, snocciolata tramite più punti. «L’analisi dei progetti avrà una base concreta, veritiera ed effettiva - esordisce il presidente - La rendicontazione legata al progetto non dovrà essere una mera analisi delle spese, ma dovrà dire quanto sono in grado di generare benefici per il territorio».
Per mantenere livelli elevati di erogazioni, gli ultimi anni hanno infatti registrato una diminuzione dei fondi, non controbilanciati da accantonamenti per pari importo. Un modus operandi che ha richiesto un cambiamento di tendenza che risulterà evidente anche dal piano programmatico triennale.
A fare la parte del leone è ancora l’area di arte, cultura e ambiente, che nell’ultimo rendiconto occupava il 39,7% delle risorse: nel 2019 si attesterà al 48% per 1 milione e 535mila. Mentre la salute pubblica e attività di rilevanza sociale occuperanno 860mila euro di risorse (26,9%); l’istruzione, la ricerca scientifica e lo sviluppo 805mila (25,2%).
«Il milione in meno è dovuto sia a un atteggiamento che più che prudenziale definirei concreto, sia dalle svalutazioni - prosegue il presidente - L’avanzo d’esercizio al 30 settembre era di 3 milioni e 380mila euro: il 20% è da destinare a riserva obbligatoria; il Ministero ci ha poi imposto un accantonamento di 507mila euro (15%) per operazioni di svalutazione del Banco Bpm; il 10% è invece destinato alla ricostituzione di una riserva per 338mila euro come ulteriore obbligo di accantonamento».
Il milione in meno, nello specifico, è stato recuperato da progetti quali il Torrione degli spagnoli, i cui lavori sono partiti nei giorni scorsi, per 150mila euro; dal centro di Soliera, per 200mila; altri 400mila dall’educazione, che, tuttavia, non ha perso quote di erogazioni grazie ad altre risorse entrate; altri 100mila dalla sanità e 50mila dallo sviluppo locale. L’occhio è attento anche alla gestione degli immobili: come il Pac di Novi e Habitat di Soliera, “non è solo un discorso di immagine, ma anche di manutenzione degli edifici” continua Faglioni.
Inoltre, c’è la necessità di sfoltire gli oltre 5 milioni di erogazioni ferme per progetti non rendicontati o non conclusi, tra cui, ancora, il Torrione e il centro di Soliera. Ma anche l’Asl presenta ritardi nella rendicontazione. «Novembre è il momento clou per i bandi» aggiunge il presidente, mentre anticipa gli obiettivi. «Carpi Fashion System necessita di un restyling e cercheremo di stimolare il tessile anche con altre occasioni di incontro e confronto; promuoveremo attività sportiva nel genere femminile, che ci accorgiamo essere penalizzato. Oltre al patto per la scuola, pensiamo a lanciare l’idea di progetti scuola / lavoro, di educazione stradale e guida sicura. Vorremmo creare anche iniziative estive per Rocambolika. Ci proponiamo di valorizzare l’auditorium San Rocco, la Casa del volontariato, il Pac di Novi e Habitat a Soliera. Il bando delle attività culturali avrà due appuntamenti annuali, nel 2019 riprenderà la pubblicazione della collana editoriale di studi storici e artistici della Fondazione. Soddisfazione anche per i 1800 che hanno visitato il Palazzo».
Il presidente si è anche soffermato sull’opportunità che a Santa Croce nasca il nuovo ospedale. «Non è l’unica opzione. Intanto, lo riapriremo più spesso e da questo mese partiranno riflessioni in commissione sull’uso del terreno». —
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