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Modena, rapina violenta in gioielleria: 2 a processo ma sono latitanti

di Carlo Gregori
Modena, rapina violenta in gioielleria: 2 a processo ma sono latitanti

Sono lituani e saranno giudicati da gennaio ma di loro non c’è più nessuna traccia da tre anni quando sfuggirono alla cattura. Il terzo complice è stato condannato

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MODENA. Rinviati a giudizio in gennaio per la violenta rapina alla gioielleria Desir di via Selmi, durante la quale il titolare Renzo Montecchi fu colpito agli occhi da spray al peperoncino, legato e picchiato. Ma i due imputati sono latitanti da tre anni. Sono uccel di bosco dal giorno in cui il gip ha firmato la richiesta di custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Marco Imperato.

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I due imputati sono lituani come il terzo complice, Mantas Lukauskas, 36 anni, l’unico arrestato e condannato. Si tratta di Andreius Buinevicius e Edgaras Serksnys. Su entrambi pende un mandato di cattura europeo che però, finora, non ha avuto esito. La conferma è arrivata proprio ieri nel corso dell’udienza preliminare tenuta dal giudice Barbara Malvasi, terminata con la fissazione della prima udienza del loro processo davanti al collegio per il 14 gennaio prossimo. I due sono imputati per rapina aggravata e altri reati.

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Andreius Buinevicius e Edgaras Serksnys sono ritenuti essere due dei tre rapinatori: uno dei due che hanno attivamente seguito il colpo e il “palo” che li attendeva in via Selmi. Quello che nela fuga avrebbe avuto lo zainetto con orologi e preziosi trafugati. Alla loro identità la Squadra Mobile della questura e il pm Marco Imperato sono arrivati dopo un esame analitico delle immagini delle telecamere di videosorveglianza non solo nel negozio ma anche stradali. L’identificazione non è stata semplice, ma per avere un “appoggio” indiziario chiaro gli investigatori hanno studiato un colpo simile avvenuto poco prima a Trento e soprattutto la rapina fallita, avvenuta nel febbraio 2016 a Trieste presso una gioielleria del centro che ha portato all’arresto del terzo uomo, l’unico finito materialmente in cella: Mantas Lukauskas. La sua posizione processuale è già definita in primo grado. Ora restano i due latitanti.

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Il colpo avvenne la mattina del 4 novembre 2015. Con la scusa di voler regalare un prezioso, due stranieri dell’Est Europa sono entrati nel negozio di Montecchi, vicino al Parco, e sono rimasti a parlare del prezzo. Poi uno ha estratto lo spray urticante e glielo ha spruzzato in faccia mettendolo fuori gioco. Lo hanno trascinato nel retrobottega, legato con le fascette di plastica ai polsi e poi malmenato brutalmente. Al termine del pestaggio, prima la razzia di orologi di marca e gioielli per un valore di 300mila euro e poi la fuga in direzione diverse.

Uno di loro, Lukauskas, era però stato inquadrato in stazione. Per questo l’indagine della Squadra Mobile ha preso subito una svolta decisa. Ma è stato solo tempo dopo, nel febbraio 2016, che è arrivata la svolta. A Trieste un gioielliere si era insospettito per la presenza in negozio di due clienti stranieri che si comportavano in modo inquietante.

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Avvisata la polizia, l’Ufficio della Squadra Mobile triestina ha ipotizzato che poteva trattarsi proprio della stessa gang che aveva colpito poco prima a Modena e così gli agenti hanno atteso che colpissero. Il giorno in cui si sono ripresentati per la rapina, è scattata la trappola terminata con la cattura di Lukauskas. In cella per la rapina di Trieste, Lukauskas è stato raggiunto anche dalla ordinanza a di custodia cautelare per la rapina di via Selmi a Modena. In questi tre anni, dei suoi presunti complici, anche se identificati, nessuna traccia. —

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