Un patto per valorizzare l’antica Pieve di Colombaro
Il Comune avrà per mezzo secolo il controllo dell’edificio, dell’area e delle strade Modena dovrà dare il via libera al passaggio di consegne. Piano di recupero
FORMIGINE
Una convenzione per rivalorizzare il più antico tesoro di Formigine. Il Consiglio comunale ha votato la delibera per creare una nuova convenzione con il Comune di Modena. Nel testo è previsto il diritto di superficie per mezzo secolo della pieve di Colombaro e delle aree limitrofe. Il documento prevede anche la cessione a titolo definitivo delle aree stradali che fanno parte del comparto. Il procedimento è stato votato con 21 sì e due astensioni (Rocco Cipriano e Marco Giovanelli del MoVimento 5 Stelle). Non è ancora detta l’ultima parola, perché il Consiglio comunale di Modena deve dare il proprio via libera nella seduta di dopodomani. Al tavolo di piazza Grande l’assessore ai Lavori pubblici geminiano Giulio Guerzoni illustrerà la proposta di deliberazione in merito alla “Concessione in diritto di superficie a favore del Comune di Formigine del Complesso immobiliare denominato “Pieve di Colombaro” posto a Formigine e cessione in piena proprietà aree stradali”, come si legge nella convocazione della seduta. Inutile sottolineare che una fumata nera modenese potrebbe determinare lo stop dei contenuti della convenzione. I rapporti tra i due Comuni si sono aggiornati nel corso dei decenni. «La parrocchia di San Giacomo Maggiore è stata assegnata in comodato gratuito alla Chiesa cattolica con un atto comunale di Modena – ha ricordato l’assessore ai Lavori Pubblici formiginese, Armando Pagliani – che risale al 1994. Tutti i beni nell’area sono stati dichiarati d’interesse storico-artistico, per cui non possono essere certamente demoliti. Sono soggetti a interventi di restauro, eccezion fatta per il fabbricato destinato all’ex asilo, dichiarato inagibile con la canonica a seguito del sisma del 2012». Tre anni prima, come sottolineato dall’assessore formiginese, era stato siglato un protocollo d’intesa tra i due Comuni e la parrocchia, «finalizzato alla ristrutturazione e alla valorizzazione» della pieve. In base alla convenzione, la proprietà della pieve e degli edifici circostanti resterà al Comune di Modena. In base al testo, Formigine si farà invece carico dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, della progettazione e della realizzazione degli investimenti, dell’uso e delle polizze assicurative. Nessuna spesa invece per i diritti di superficie e di cessione di proprietà. «Abbiamo buone probabilità di reperire i finanziamenti sul territorio», ha garantito Pagliani. La pieve si avvicina al millennio di storia (le prime tracce sono del 1127), ha abbracciato lo scorso giugno il nuovo oratorio e avrebbe dovuto già conoscere interventi se non fosse per due ostacoli. Dapprima, il sisma del 2012 ha rallentato i lavori, per cui sono giunti 68.750 euro dalla Regione. In seguito, i ritrovamenti archeologici di un anno fa nell’area. —
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