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L’archistar Eisenman in visita il cimitero nuovo di Aldo Rossi

Stefano Luppi
L’archistar Eisenman in visita il cimitero nuovo di Aldo Rossi

Il progettista di fama mondiale è andato con gli studenti di Yale a osservare “sul campo” la realizzazione del camposanto ritenuto un capolavoro del ’900

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A conferma della importanza mondiale del cimitero moderno di San Cataldo, firmato anche se solo in parte da Aldo Rossi e Gianni Braghieri negli anni 70 e 80, ieri è andato a visitarlo uno degli architetti più noti a livello internazionale: l’americano Peter Eisenman. L’archistar ha accompagnato a vedere il celebre monumento incompleto alcuni studenti dell’università di Yale e senz’altro avrà discusso con i ragazzi della recente proposta della storica rivista “Casabella” che ha proposto di completare l’opera secondo i disegni originali di Rossi e Braghieri.

Una vicenda complicata, quella del completamento, perché ne uscirebbe un mega-cimitero sovradimensionato per le attuali esigenze. L’amministrazione comunale ha poi ricordato che sul tema sta dedicando risorse anche se ancora non è chiaro se si proporrà entro la primavera un nuovo cantiere a San Cataldo.

Eisenman con gli studenti ha senz’altro proposto riflessioni, l’esperienza non gli manca avendo realizzato opere notissime come il Giardino dei passi perduti di Verona o il Memoriale degli ebrei assassinati d’Europa di Berlino. Ad accompagnare l’architetto c’era ieri anche il professor Manuel Orazi, docente di teoria del restauro all’università di Ferrara: «Un piccolissimo ampliamento - dice - c’è stato a San Cataldo dall’ultima volta che sono passato alcuni anni fa. Poi devo dire che qui degrado non ce n’è, l’erba è falciata e la manutenzione mi pare eseguita. Poi certo, si vede che gli anni passano perché tutto ciò è stato realizzato con materiali poveri e si vede anche che il cemento utilizzato è molto sottile».

Orazi riflette poi sul futuro del San Cataldo: «Questo è il primo progetto davvero internazionale di Aldo Rossi, il primo italiano a vincere il “Pritzker Architecture Prize”, il nobel dell’architettura. Io quindi sono a favore della continuazione dei lavori. Si potrebbe realizzare l’altro segno forte del progetto di Rossi e Braghieri: la struttura conica a ciminiera. A Modena avete anche la ciminiera della Manifattura Tabacchi vicino alla stazione: tutto ciò richiama l’attenzione che Aldo Rossi aveva per la metafisica e per De Chirico». —



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