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POSSONO RIPartire i lAVORI 

Manifattura, sì al concordato ma ai creditori andrà solo il 21%

STEFANO LUPPI
Manifattura, sì al concordato ma ai creditori andrà solo il 21%

Con l’omologa per la liquidazione, dei 60 milioni di debiti se ne incasseranno 15 In questo modo Cassa Depositi e Prestiti subentrerà nella proprietà per il 50%

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La ex Manifattura tabacchi ha, forse, un futuro. Il megaprogetto, simbolo di una grandeur iniziata nel 2011 ma poi sotterrata sotto decine di milioni di euro di debiti, potrebbe ripartire ora che il Tribunale di Roma, con l’omologa, ha dato il via libera al progetto attraverso l’approvazione di un concordato liquidatorio.

In questo modo i creditori hanno accettato di rientrare “solo” del 21% del totale dei debiti che assommano a circa 60 milioni di euro e così la statale “Cassa depositi e prestiti” (Cdp) può ora subentrare al 50% della proprietà ancora formalmente delle imprese locali riunite in “Quadrifoglio srl”.

Anche i tempi sono definiti: entro il 10 dicembre la decina di residenti della megastruttura a un passo dal centro vedrà rientrare del 20% il monte debiti del condominio mentre entro il 15 gennaio prossimo Cdp diverrà titolare della parte ancora vuota. Questa è composta da circa 60 appartamenti e negozi vuoti, in parte da terminare, prima della vendita come spiega Stefano Stagi, uno dei residenti.

«Sembra una buona notizia - spiega Stagi - perché ci hanno detto che la nuova proprietà pagherà entro il 10 dicembre il 20-21% degli arretrati. Vedremo, in passato ci sono stati tanti problemi, ma in ogni caso visto che noi residenti siamo solo una decina che accadrà degli altri dediti del condominio? Sono in tutto circa 50mila euro. Alcuni giorni fa ho visto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che ha detto di essere soddisfatto e devo dire che il primo cittadino è sempre stato al fianco di noi residenti in questa storia. Speriamo sia la soluzione giusta, immagino occorrerà iniziare presto a completare e poi vendere gli appartamenti. Per quanto ci riguarda resta il punto interrogativo dei debiti della vecchia Quadrifoglio con il condominio: l’amministratore è obbligato per legge a riscuoterli, ma noi non vorremmo pagarli ovviamente dopo tutti i disagi e ritardi che abbiamo dovuto subire».

La decisione del tribunale di Roma indubbiamente è un passo avanti, reso appunto possibile dai molti fornitori che hanno accettato un deciso taglio di quanto loro dovuto. E parliamo di creditori di grosso peso economico, a partire da Unipol Banca che è esposta per ben 19 milioni. Ma ci sono anche Banca Popolare dell’Emilia Romagna con oltre 11 milioni, Montepaschi Siena con 3,8 milioni, la Cmb di Carpi con 4 milioni e la Cooperativa di Costruzioni con 2,8 milioni di euro. Quello che probabilmente è il principale progetto per ora fallito della storia edilizia cittadina - caratterizzata sì da cantieri che hanno riqualificato la città, ma anche da tanti altri molto problematici - è un luogo fondamentale.

E non solo perché “ricuce” l’area della stazione ferroviaria con il centro storico attraverso la strada pedonale che collega viale Monte Kosica con via Sant’Orsola. La grossa struttura di 21mila metri quadrati ha una importanza storica perché questa è stata la principale fabbrica della città per molto tempo prima della chiusura e anche perché qui la giunta ha voluto impiantarvi lo spazio espositivo Mata che almeno secondo le aspettative doveva essere visitatissimo. —

STEFANO LUPPI

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