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IL DRAMMA  

Nel disastro del Trentino «Siamo vivi per miracolo»

Serena Arbizzi
Nel disastro del Trentino «Siamo vivi per miracolo»

I coniugi Barbieri, dell’Acetaia Del Cristo di San Prospero, hanno vissuto un incubo «Abbiamo visto la fiumana con i massi arrivarci contro. Siamo ancora sfollati»

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SAN PROSPERO

Una fiumana con massi giganteschi che ha cancellato le strade, ha logorato in modo irreparabile case e ha spezzatola vita di una loro vicina di casa. Sembrava un incubo. Purtroppo era la dura, durissima realtà, quella che si sono trovati ad affrontare Eugenio e Maria Luisa Barbieri, titolari della storica Acetaia del Cristo di San Prospero. Una scena, quella apparsa improvvisamente ai loro occhi, che ha scatenato orrore, panico e sgomento.

«Siamo vivi per miracolo - raccontano ancora sconvolti Eugenio e Maria Luisa - è successo tutto in una frazione di secondo. Lunedì scorso, alle 19, eravamo nella casa che abbiamo ormai da 20 anni, a Dimaro, in Val di Sole, e dove abitiamo sei mesi all’anno. Stavamo cenando davanti alla tv quando è iniziato l’inferno. Inizialmente, abbiamo sentito rumore di sassi. Pensavamo che fossero lavori, ma è diventato rumore di massi, almeno per 20 minuti. Abbiamo aperto la porta e davanti a noi è apparsa la fiumana di acqua e detriti. Un gorgo che ha inghiottito tutto: dagli alberi, altissimi e maestosi, alle strade. Sentivamo tremare la casa come per il terremoto. Poi siamo rimasti senza luce, isolati. Abbiamo provato a chiamare tutti i numeri d’emergenza. Ed è spuntata, dopo un po’, la luce dei mezzi di soccorso. Abbiamo cercato di farci vedere, agitando la pila. I soccorsi si sono diretti prima nel maso vicino a casa nostra, dov’è morta una nostra conoscente». Si tratta di Michela Ramponi, deceduta a soli 45 anni per la furia della frana di fango e detriti che si è abbattuta sul maso - un’abitazione tipica del Trentino - moglie di un carabiniere e mamma di due ragazzine. «Dopo sono venuti da noi - proseguono i Barbieri - Siamo usciti dalla finestra».

Un vigile del fuoco ha preso in braccio Maria Luisa. «Cinque o sei pompieri ci hanno portati fuori. Le strade erano cancellate. Del resto, nel nostro appartamento, al primo piano, avevamo fango contro la porta... Casa nostra ha grossissime crepe e le fondamenta sono dissolte. La nostra auto è sepolta dal fango». Ora i coniugi Barbieri sono in un hotel. «Nel fine settimana torneremo a casa - raccontano - Pensare che dovevamo partire il giorno della disgrazia». «Abbiamo trovato grande solidarietà - concludono i Barbieri - I vigili del fuoco, poi, sono degli eroi e degli angeli custodi». —



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