Sagemcom, firmato l’accordo Ricerca e sviluppo restano qui
No al trasloco per 15 addetti Chi accetta il trasferimento riceverà un sussidio, gli altri avranno un incentivo all’esodo sommato alla disoccupazione
CAMPOGALLIANO
Dopo 40 giorni di presidi e scioperi alla Sagemcom , nella tarda serata di lunedì si è formato l’accordo tra Fiom Cgil, Rsu e azienda sulla vertenza, partita con la decisione aziendale di trasferire a Città di Castello (Perugia) produzione e lavoratori.
L’accordo prevede la conferma del mantenimento a Campogalliano dell’unità ricerca e sviluppo con 15 addetti, un sussidio per i lavoratori che accettano di trasferirsi nello stabilimento umbro per pagare le spese di trasloco, e un incentivo all’esodo per chi invece non accetterà il trasferimento. L’incentivo, sommato alla Naspi (indennità di disoccupazione) permetterà ai lavoratori di avere una retribuzione piena per oltre due anni e mezzo.
Il mandato a chiudere l’accordo di ieri sera era già stato votato all’unanimità dai lavoratori presenti in assemblea martedì scorso.
«Indubbiamente quando un accordo viene votato all’unanimità dai lavoratori - affermano Cesare Pizzolla e Stefania Ferrari della Fiom Cgil di Modena - è sempre vincolante per le organizzazioni sindacali ed è anche un motivo di soddisfazione. Pur prendendo atto della volontà dei lavoratori, non possiamo però dirci altrettanto soddisfatti per l’esito di una vertenza che comunque alla fine vede il territorio privato di uno stabilimento produttivo con conseguente perdita di occupazione».
«Ciò che è avvenuto in Sagemcom - continuano i sindacalisti Fiom - evidenzia per l’ennesima volta la debolezza delle norme di legge e dei contratti a tutela dei lavoratori di fronte ai trasferimenti di rami d’impresa o ai trasferimenti collettivi». —
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