Azzeruola/ Una piccola mela da mangiare fresca o come confettura
“L’azzeruola, viste le sue dimensioni, è un pometto. E’ chiamata anche lazzeruola, mela selvatica, mela di bosco, pomo reale e con un’infinità di nomi dialettali: pomo lasarìn a Verona, llazzarole a...
“L’azzeruola, viste le sue dimensioni, è un pometto. E’ chiamata anche lazzeruola, mela selvatica, mela di bosco, pomo reale e con un’infinità di nomi dialettali: pomo lasarìn a Verona, llazzarole a Napoli, ‘nzalora a Siracusa, rasarola in Piemonte e così via. L’azzeruola si mangia fresca – suggerisce Morello Pecchioli - ma si presta volentieri a trasformarsi in una interessante confettura, in gradevoli gelatine o a tuffarsi nella grappa. Viene anche utilizzata nelle preparazioni culinarie, perfino per grandi piatti, per correggere il sapore troppo soft di certi cibi con il suo tocco asprigno”. Ed ancora: “Anche il legno serve per correggere. E’ giudicato infatti un ottimo innesto per altre piante da frutto come il cotogno e il nespolo. Pare che fosse usato dai legionari romani per montare il contubernium, la tenda militare nella quale viveva una decina di soldati. Occorrevano infatti legni resistenti all’umidità e ai tarli”.
Originario dell’Asia Minore – o, secondo alcuni botanici, dell’isola di Creta -l'azzeruolo (Crataegus azarolus) è un albero da frutto la cui candida fioritura risulta in calendario tra aprile e maggio. Pianta assai longeva, appartiene alla famiglia delle Rosaceae, genere Crataegus, e raggiunge un’altezza massima di tre, cinque metri.
In Italia ha messo occasionalmente radici in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia- Romagna, Sicilia e Puglia. Piccolo globo edibile, il frutto è un pomo che vanta colore rosso amaranto, bianco o giallo alla maturazione. Maturazione che giunge a buon fine a settembre.
Tre le cultivar note: bianca d'Italia o moscatella, rossa d'Italia, gialla del Canada. L'azzeruolo è una delle fonti naturali più importanti di vitamina C e vanta proprietà diuretiche e ipotensive nonché antianemiche ed oftalminiche.
CONSERVA DI AZZERUOLE
Gettate un chilogrammo di azzeruole nell'acqua bollente col loro gambo attaccato, fatele bollire per dieci minuti e, ancora calde, con la punta di un temperino, levate loro i noccioli dalla parte del fiore. Sciogliete ottocento grammi di zucchero in 7 decilitri di acqua, versateci le azzeruole e quando “il siroppo, preso col mestolo, comincia a dar cenno di cadere a gocce, levatele col loro liquido e conservatele in vasi. Restano come candite e sono molto buone”. —
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