Biricoccola/ Vellutata come l’albicocca, con una polpa che ricorda la susina
“Quando siano state celebrate le nozze, di preciso, non si sa – alcune fonti dicono nel Seicento altre nel Settecento – ma ad un certo punto della sua storia la natura (non l’uomo, badate bene) ha...
“Quando siano state celebrate le nozze, di preciso, non si sa – alcune fonti dicono nel Seicento altre nel Settecento – ma ad un certo punto della sua storia la natura (non l’uomo, badate bene) ha deciso di sposare l’albicocco con la pianta del susino. Chiamata anche susincocco, bricocola, barcoca o albicocca del papa, la biricoccola è un frutto che ha la pelle delicatamente vellutata come l’albicocca e la polpa che, come sapore, somiglia a quello della susina: dolce, ma con una vena acidula”. (Cit, “I frutti dimenticati” pag 29).
Biricoccola. Nome bizzarro che intenerisce e che custodisce tutta la magia della vita domestica nei casolari di campagna. “Ci volle del tempo prima che la parola biricoccola fosse battezzata italiana a tutti gli effetti. A farle da padrini – svela Pecchioli - furono Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini, autori del celebre Dizionario della lingua italiana pubblicato nel 1861”. Pianta caratteristica delle campagne parmigiane ed emiliane il biricoccolo talvolta veniva posto a dimora all'inizio dei filari in alternativa all'olmo, al pesco, al ciliegio. I suoi frutti sono pelosi e con buccia un poco vellutata, rossa nella parte esposta ai raggi del sole e giallo nella parte in ombra. La polpa rossa-arancione è succosa, vanta il sapore acidulo della susina ma anche la gentilezza al palato propria dell'albicocca.
Le biricoccole erano ingrediente prediletto di una marmellata lievemente asprigna, tra le migliori per preparare tortelli dolci di pasta frolla e ottime crostate. “La biricoccola matura in giugno e luglio. Sono due le varietà di biricoccolo e prendono il nome dalle zone in cui più si è diffuso l’ibrido: il bolognese ed il vesuviano – spiega il giornalista - E’ una pianta robusta, ma come tutti gli ibridi ha i semi sterili: impossibile che si propaghi selvaticamente. Per ottenere il biricoccolo bisogna procedere con l’innesto”. Ecco dunque che una coltivazione poco agevole nonché la politica propria della grande distribuzione hanno decretato la condanna all’oblio di questi modesti, intriganti frutti. Che però non sono del tutto scomparsi. Dove possiamo trovarli oggi? E’ ancora una volta Morello ad indicarci la strada. “Nei mercatini di frutti antichi e dimenticati. In settembre a Guastalla (Reggio Emilia), in ottobre a Casola Valsenio (Ravenna) e in altri ancora. La biricoccola si trova in agriturismi che praticano una politica di recupero dei frutti finiti del dimenticatoio. Si può acquistare la piantina su Internet o presso vivai specializzati”. Ecco una ricetta proposta dallo stesso Pecchioli.
PASTICCIO DI BIRICOCCOLE
Dopo aver preparato la pasta frolla stendetene i due terzi in una sfoglia di circa 5 cm di spessore utilizzandola per coprire il fondo e i bordi di uno stampo. Riempite lo stampo con le biricoccole mondate, private del nocciolo e tagliate a spicchi sottili. Spolverate con noce moscata, chiodi di garofano ridotti in polvere e scorza di limone. Coprite prima di zucchero, quindi con la pasta rimasta. Infornate a caldo a 180 gradi per circa 40minuti. Servite il pasticcio tiepido spolverato di zucchero a velo. —
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