Corteo e scontri in via Emilia: indagati venti del Guernica
Le accuse: porto d’armi adunata sediziosa e istigazione a delinquere La difesa: «Oggi colpiscono noi domani riguarderà anche voi»
Accuse pesanti al termine del verbale di identificazione della Digos di Modena. Contro gli attivisti del centro sociale Guernica le ipotesi di reato sono di adunata sediziosa, istigazione a delinquere e porto abusivo di armi. Una ventina gli attivisti raggiunti dal verbale dell’Ufficio della Questura. Le contestazioni arrivano a quasi un anno dalla manifestazione antifascista non autorizzata, tenuta la sera del 15 dicembre scorso, tra via Emilia e corso Cavour per contrastare un raduno anti “ius soli” organizzato da estremisti di destra sotto il Monumento ai Caduti. Lo rendono noto gli stessi attivisti del Guernica con una lunga nota. La Digos ha proceduto a identificare i partecipanti ai tafferugli con la polizia (che poi ha caricato i manifestanti) basandosi su testimonianze e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona interessata. L’indagine della Procura è ancora in corso. Va specificato che alla manifestazione parteciparono gruppi, associazioni e singoli cittadini di sinistra contrari al raduno neofascista (autorizzato dal questore), compresi anarchici e autonomi di fuori Modena. Inoltre, subito dopo fu eseguito un arresto accompagnato da tre denunce (l’arrestato venne condannato a sei mesi con pena sospesa).
Nella nota, il Guernica scrive: «A Modena si utilizzano leggi fasciste per reprimere gli antifascisti che contestano una manifestazione di fascisti: un cortocircuito istituzionale che evidenzia la reale natura delle istituzioni che governano il territorio». «Oggi tocca a noi - concludono gli autonomi - ma domani la repressione potrebbe riguardare direttamente anche voi che in Largo Bologna c’eravate e che oggi tirate un sospiro di sollievo». —
C.G.
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