Fallimento Ceramica Oscar: si punta alla cassa integrazione
I sindacati uniti hanno organizzato oggi e domani il presidio davanti all’azienda «Dal tavolo in Regione è emerso che il ministero può concedere l’autorizzazione»
Resta alta la tensione tra i 96 dipendenti della Ceramica Oscar (ex Guglia), dichiarata fallita il 22 ottobre. A supporto degli sforzi di sindacati e Rsu, che cercano di tutelare i posti di lavoro e garantire le necessarie coperture economiche dei lavoratori, è stato organizzato un presidio nelle giornate di oggi e domani, dalle 8 alle 14 davanti ai cancelli aziendali, in via Radici in Piano. «I dipendenti sono confinati nel limbo della “sospensione”, come prevede l’articolo 72 della legge fallimentare - sottolineano Antonino Carlo (Filctem Cgil Modena), Massimo Muratori (Femca Cisl Emilia Centrale), Letizia Giello (Fesica Confsal) e la Rsu – Per questo ci siamo attivati in tutti modi per cercare soluzioni. Dopo aver incontrato il curatore fallimentare, che ha confermato la situazione estremamente complessa e senza alcuna prospettiva di sostenibilità finanziaria dell’azienda, tanto da determinare una fermata totale di produzione, spedizioni, attività impiegatizie, e relativa sospensione di tutta la forza lavoro, abbiamo richiesto l’apertura di un tavolo istituzionale regionale allo scopo di verificare se c’è la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali».
Lunedì scorso si è svolto in Regione un incontro per l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, presenti il curatore fallimentare, le organizzazioni sindacali, Confindustria Ceramica, l’assessorato regionale alle attività produttive e il sindaco di Sassuolo. Sindacati e Rsu hanno sottolineato che, per effetto del fallimento senza esercizio provvisorio, il tribunale ha sospeso i lavoratori a tempo indeterminato.
«Questo significa – spiegano Carlo, Muratori e Giello – che, se non si risolve in fretta la situazione, rimarranno senza retribuzione, per cui c'è assoluta necessità di attivare un ammortizzatore sociale che li sostenga fino a quando non subentrerà una nuova proprietà». I sindacati e i loro delegati hanno poi evidenziato che la tensione sociale è talmente alta che rischia di sfuggire di mano. Molti dei 96 lavoratori sono in forte difficoltà economica, alcuni hanno chiesto di sospendere il pagamento di rette, bollette e mutui. Non bisogna infatti dimenticare che queste persone sono reduci non solo dalla crisi e fallimento di Oscar, ma da un lungo periodo di crisi e poi di concordato (dal 2012) dell’ex proprietà, concluso con l’acquisto da parte dell’attuale imprenditore egiziano. «Dall'esame congiunto in Regione è emerso che ci sono tutte le condizioni per ottenere l’autorizzazione all’ammortizzatore sociale da parte del ministero competente – sostengono i sindacati – e questo è l’unico strumento in grado di garantire un minimo di copertura economica e restituire speranza alle famiglie dei lavoratori, in attesa che si prepari l’asta». Il testimone ora passa al giudice delegato del tribunale di Modena, al quale il curatore presenterà la richiesta di attivazione della domanda di cassa rendicontandone costi e benefici. —
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