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Maxi centro commerciale all'ex Civ & Civ: si punta a mille assunzioni

Luca Gardinale
Maxi centro commerciale all'ex Civ & Civ: si punta a mille assunzioni

Continuano gli incontri per progettare il “Fico” modenese, interessati ad entrare anche due grandi marchi della moda 

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MODENA Per ora manca la cosa più importante, ovvero gli atti formali che daranno via all’iter e di conseguenza anche alle operazioni di restyling del complesso. Però c’è una cosa altrettanto importante, ovvero la ferma volontà da parte di tutti gli attori in campo: i finanziatori (una società veneta), le associazioni di categoria - con qualche distinguo - una delle più grandi società italiane di progettazione, e la proprietà dell’area, che manterrà un ruolo di primo piano nel progetto. Al centro c’è l’area dimessa di 21mila metri quadrati davanti alla quale ogni giorno transitano tutti i modenesi che percorrono la tangenziale, passando davanti alla Sacca: l’ex stabilimento Civ & Civ di via Polonia, da anni in attesa di un intervento di riqualificazione che valorizzi un’area in difficoltà.

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E dopo il tramonto dell’ipotesi dei “Cubi”, l’avveniristico centro commerciale che nel 2015 puntava sul supermercato e sull’abbigliamento, oggi sul tavolo c’è una nuova proposta, che pezzo dopo pezzo sta andando avanti, in attesa dell’Accordo di programma con il Comune.

Così, dopo la pausa estiva, negli ultimi due mesi sono ripresi gli incontri, che vedono Legacoop Estense (con un ruolo di primo piano del presidente Andrea Benini) nella veste di coordinatore, mentre il progetto è stato affidato alla modenese Politecnica: dall’altra parte del tavolo siedono i rappresentanti delle associazioni di categoria, con Cna in particolare pronta a coinvolgere diversi associati, che vorrebbero avere uno spazio nel nuovo contenitore.

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Nell’idea dei promotori, l’ex stabilimento Civ & Civ si trasformerà in uno spazio riqualificato e dedicato a tre settori: l’alimentazione di qualità, con una ventina di ristorantini-punti degustazione dedicati alle tipicità modenesi e regionali, il mondo della moda, con due player internazionali pronti ad aprire due punti vendita di medio-alto livello, e quello della cultura del wellness, inteso non come una semplice palestra, ma con una serie di proposte dedicate al benessere. Non un centro commerciale, insomma - del resto la difficile situazione del Grandemilia conferma che il modello è superato - ma piuttosto una sorta di “Fico” modenese, anche se con alcune aperture a settori diversi da quello dell’alimentazione.

E ai tre “pezzi” del nuovo contenitore se ne potrebbe aggiungere un quarto, ovvero quello dell’intrattenimento, con l’ingresso nello stabilimento riqualificato della società che gestisce il vicino cinema Victoria, da tempo alla ricerca di nuovi spazi alla luce del successo della proposta.

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Tornando al filone principale, quello eno-gastronomico, un ruolo centrale spetterà anche alla stessa Riunite & Civ, che avrà un grande spazio dedicato alla propria storia e ai migliori vini del territorio. Un percorso che se da una parte procede a piccoli passi - difficile che si arrivi a qualche atto formale prima della fine del mandato di Gian Carlo Muzzarelli - dall’altro è sostenuto dalla volontà di promotori, progettisti e da Legacoop. Un progetto che non dispiace certo all’amministrazione comunale, perché darebbe un segnale di continuità con la vicina Area nord, al centro della riqualificazione del Progetto periferie, e contribuirebbe al recupero di una delle tante aree industriali vuote in città. Ma a seguire con attenzione la vicenda sono anche i sindacati: nelle intenzioni dei promotori, infatti, il Civ & Civ 2.0 darà lavoro a più di mille persone. —

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