Piazza Mazzini è “sfrondata”: si torna a vedere la sinagoga
Cambia il panorama dello storico spazio architettonico nato dall’ex ghetto La potatura permette una visuale completa da via Emilia verso il tempio ebraico
Cambia il panorama di piazza Mazzini. Si concluderà a breve, prima del previsto, l’ampio cantiere che da alcuni mesi interessa una delle più storiche piazze del centro. Chi transita già oggi potrà notare, in attesa che operai e macchinari concludano i lavori, la bella novità: grazie alla manutenzione degli alberi già conclusa un paio di giorni fa è di nuovo possibile ammirare dalla via Emilia la facciata della sinagoga.
Il luogo di culto della comunità ebraica infatti - piazza Mazzini è parte dell’ex ghetto modenese - da molti decenni era nascosto alla vista e non solo a causa delle piante mantenute in modo poco consono. Quando la sinagoga fu costruita era totalmente nascosta alla vista da fabbricati che vennero demoliti solo nel 1904: era infatti al centro del ghetto voluto dal duca Francesco I d'Este nel 1638 che veniva chiuso da cancelli in via Blasia e in via Coltellini. Il tempio, costruito nel 1873 da Ludovico Maglietta con decorazioni di Ferdinando Manzini, già in epoca fascista era stato parzialmente nascosto alla vista e “l’oscuramento” definitivo si ebbe - ovviamente con altre motivazioni - negli anni settanta del ’900 quando vennero posizionati due grandi lecci, quattro magnolie, un acero e un ginko biloba ora salvaguardati dal Comune. Ora, dunque, il panorama si arricchisce di una visuale in più e quindi i turisti avranno la possibilità di notare questo monumento ammirandolo da vicino. Da fare in piazza Mazzini però c’è ancora molto, ora l’amministrazione comunale si sta dedicando al futuro dell’ex diurno chiuso da una quarantina di anni.
Questo periodo di lavori verrà ricordato come un momento di grande difficoltà per i negozianti dell’area. Come qualcuno di loro alcuni giorni fa riferiva alla Gazzetta il cantiere attivato in primavera ha causato polvere, caos, chiusure parziali e ovviamente un abbassamento delle entrate da parte di molti commercianti. Tante commesse hanno ricordato anche che i tecnici del cantiere hanno fatto il possibile per limitare i disagi, comunque inevitabili. Presto, in ogni caso, la piazza sarà di nuovo libera dopo che solo pochi anni fa l’archistar Mario Botta aveva pensato di occludere ancora di più la vista della sinagoga grazie a un muro-fontana lungo via Emilia. —
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