Ceramica Oscar C’è un compratore?
I sindacati: «Qualcuno è interessato, bisogna fare presto» Operai disperati e nel limbo, il loro futuro in mano al tribunale
Presidio ieri ed oggi davanti alla ceramica Oscar (ex Guglia) dove un folta rappresentanza dei 96 dipendenti rimasti senza lavoro cerca di sensibilizzare sulla situazione che stanno vivendo dopo il fallimento dell’azienda.
«La tensione è altissima - ha detto Letizia Giello, segretario nazionale Fesica Confsal - perchè c’è stato un fallimento improvviso e non è stato concesso l’esercizio provvisorio, i lavoratori sono sospesi, sono come in un limbo, non sono più a carico di Oscar, non sono a carico del tribunale, ma neanche licenziati. Non possono andare a cercare lavoro altrove, perché se lo fanno si staccano da Oscar e nel caso in cui ci sia un acquirente, e speriamo ci sia perché ci sono già manifestazione di interesse, loro si ritroverebbero fuori, a non poter far parte del pacchetto che il compratore andrebbe a rilevare. Quindi i lavoratori si ritrovano senza una copertura economica, l’unica soluzione potrebbe essere attivare una cassa integrazione straordinaria. Siamo stati a Bologna: la Regione è disponibilissima, il sindaco di Sassuolo è disponibilissimo a dare una mano, ognuno per la propria parte istituzionale. La questione però è che il curatore fallimentare deve fare i conteggi e verificare quali siano i costi. Sarà poi il giudice delegato a decidere se concedere la cassa integrazione straordinaria o meno, questa è la normativa».
C’è chi è in una situazione economica grave, gravissima. «Il calvario di questi lavoratori dura da parecchio tempo - ha confermato Massimo Muratori, della segreteria Femca Cisl Emilia centrale - anche con la vecchia proprietà Cbs dei marchi Guglia e Kiss. Non ci aspettavamo di arrivare al fallimento, perché l’azienda aveva provato a presentare un concordato in bianco, ma il giudice invece che concedere la proroga di 60 giorni richiesti, ha deciso per il fallimento immediato senza esecuzione provvisoria. Ora la nostra preoccupazione, al di là di quanto accaduto, è per gli addetti. Ci sono 96 famiglie, ci sono anche 5-6 coppie che lavorano qua, quindi è un disagio sociale molto forte. Alcuni hanno dovuto sospendere di pagare le varie rette, mutui e bollette».
«I lavoratori hanno una fretta incredibile perché si trovano senza reddito - aggiunge Muratori - ma i tempi della “curatela” però sappiamo che sono lunghi, questa è la burocrazia in Italia, il fallimento si prende i suoi tempi che non sono i nostri. Speriamo sia un Natale positivo. La speranza è che subentri una nuova proprietà e ci sono manifestazioni di interesse».
«Abbiamo deciso di intavolare incontri - ha concluso Antonino Carlo, funzionario sindacale Filctem Cgil - con Regione, sindaco, rappresentanti di Confindustria e curatore per ottenere l’ammortizzatore sociale della cassa integrazione ovvero la risposta immediata che serve ai lavoratori. È chiaro che questo è un pezzo del percorso da costruire perché si dovrà lavorare con i tempi più rapidi possibili affinché quelle che oggi sono manifestazioni di interesse di rilevare l’azienda dal fallimento portino a fare ripartire l’attività. Chiediamo di sensibilizzare quelli che istituzionalmente e legalmente hanno ruoli specifici, di prestare attenzione e fare in fretta perché qui i lavoratori si trovano davvero in una situazione emergenziale». —
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